L’esperto: “Non ci sarà un accordo permanente fra Usa e Iran, il regime ha così tante ragioni per non farlo…”

Mondo

di Ilaria Myr
Secondo Beni Sabti, membro del prestigioso INSS – Institute for National Security Studies di Tel Aviv, tra i più autorevoli think tank sull’Iran, il regime islamico sembra ora essere in vantaggio, ma, come già successo nel passato, peccherà di arroganza e userà i soldi per finanziare il terrorismo e i suoi proxy. E il popolo, stremato, tornerà nelle piazze. L’amicizia Trump Netanyahu è finita? “Assolutamente no. Né personalmente né fra i Paesi”. 

«L’accordo fra Iran e Stati Uniti sembra al momento essere a favore dell’Iran. Ma, come è già successo negli anni ’80 e ’90, il regime islamico potrebbe peccare di hybris, di arroganza, e distruggere i vantaggi che gli deriverebbero: per esempio investendo tutti i soldi in terrorismo, armi e finanziando i propri proxy». Così la pensa Beni Sabti, membro del prestigioso INSS – Institute for National Security Studies di Tel Aviv, tra i più autorevoli think tank sull’Iran, interpellato da Bet Magazine-Mosaico sull’intesa trovata fra gli Usa e il regime islamico dell’Iran, in questi giorni in discussione in Svizzera.

Beni Sabti aveva già dato, 25 maggio a Milano in un incontro con i giornalisti organizzato dall’EIPA (Europe Israel Press Association), un’analisi interessante sul conflitto, in quei giorni ancora in corso, e sulle prospettive di durata del regime islamico.

Oggi l’abbiamo interpellato per un commento a caldo sugli accordi in discussione.

Beni Sabti

Cosa ne pensa dell’accordo? L’Iran è davvero il vero vincitore, come dicono tutti i media? Riuscirà a recuperare forza e risorse economiche?
Temporaneamente hanno questa vittoria ma la cosa principale è di stare a vedere se verrà trasferito del denaro all’Iran: lasciare le sanzioni e i blocchi congelati è un problema anche per Trump, che si trova un Congresso con posizioni più radicali delle sue sull’Iran. So però, sulla base dell’esperienza di ciò che successe negli anni ’80 e ’90, che anche se il regime islamico vincesse adesso potrebbe sbagliare i calcoli e distruggere i vantaggi che gli deriverebbero, investendo tutti i soldi in terrorismo e per attaccare altri Paesi. È già successo in passato, hanno questa hybris, arroganza, e possono ribaltare i vantaggi che potrebbero avere.

In questo accordo Israele non ha alcun ruolo, ma solo l’obbligo di non intervenire più in Libano… A suo avviso è così, oppure qualcosa cambierà?
Al momento sembra  che sia così, ma penso che nei prossimi giorni vedremo alcune azioni di Israele, non attacchi ma comunque azioni. Israele deve essere coinvolta in questo processo e influenzarlo.

Questo accordo segna la fine dell’amicizia tra Trump e Netanyahu?
No. Credimi:  fra Israele e Usa negli anni ci sono state tante incomprensioni ma sono sempre andati avanti e tornati amici anche personalmente. Netanyahu è in campagna elettorale, quindi forse farà qualcosa che potrebbe sembrare strano, ma Trump sta chiedendo la grazia per Netanyahu, e certo questa è una  richiesta che fa capire la vicinanza fra i due leader. Non è finita, non personalmente fra i due leader e non fra i Paesi.

Come sta reagendo il popolo iraniano, che sperava davvero che Trump e Netanyahu potessero porre fine al regime islamico?
Sono molto disperati, hanno un livello di vita ancora peggiore, molte delle restrizioni del regime stanno tornando ancora più severe di prima – l’imposizione dell’hijab, le milizie in jeep che arrestano le donne, le impiccagioni, gli arresti. E sarà sempre più duro. Quello che è certo è che il denaro non andrà alla popolazione, c’è un’inflazione enorme: i numeri ufficiali dicono del 110%, ma sicuramente la cifra è superiore. Quindi sì, soffriranno ancora ma forse questo riporterà nelle strade le proteste. Anche perché non è da sottovalutare che per il popolo avere un nuovo leader, Mujtaba Khamenei, di fatto invisibile, è un elemento di ulteriore rabbia e frustrazione, e un’ulteriore ragione per protestare.

Alla conferenza di Milano aveva detto che il regime sta vivendo gli ultimi momenti della sua esistenza, con al massimo 1-2 anni e poi cesserà di esistere. Cosa succederà con questo accordo?
Continuo a pensarlo. Il regime nei decenni da religioso si è trasformato in politico e militare. Ma la popolazione non riesce a vivere con un governo del genere, corrotto e avido, che permette un’inflazione folle e un costo della vita insostenibile. Sono quindi ancora convinto che  il popolo non resisterà a stare a lungo in questa situazione; ancora uno, al massimo due anni.

Cosa succederà fra Israele e Libano? Né Hezbollah né Israele sembrano volere porre fine alla guerra…
È un fatto che non ci sia un cessate il fuoco reale: gli attacchi di Hezbollah stanno continuando, quindi Israele continua a reagire e ad attaccare. Questo è il più grande errore degli Usa: non capiscono che stiamo parlando di un’organizzazione terroristica, questo è Hezbollah, e non si può fermare. Loro vedono il cessate il fuoco come una debolezza di Israele e la usano, ed esattamente nel momento in cui c’è il cessate il fuoco loro sparano. Che cosa ci aspettiamo, che smettano, o che Israele non reagisca? Certamente no: anche se ci fosse un primo ministro di estrema sinistra reagirebbe, perché viviamo qui e dobbiamo difenderci. Anche per questo motivo penso che non ci sarà un accordo permanente fra Usa e Iran, il regime ha così tante ragioni per non farlo e troverà altrettante scuse. Il risultato è che oggi il Libano e Hezbollah sono nell’accordo, cosa mai successa prima: fino a oggi Hezbollah era il difensore dell’Iran, non l’Iran di Hezbollah, come invece è diventato. Quindi non vedo sinceramente come ci potrà essere un accordo fra le due parti.