di Pietro Baragiola
La piattaforma è stata pensata anche per scuole e università, con materiali didattici creati appositamente per studenti, insegnanti e lettori interessati alla storia e alla cultura ebraica. Sviluppato autilizzando la collana biografica Jewish Lives della casa editrice Yale University Press, mette a disposizione gratuitamente nove personaggi storici ricostruiti online attraverso l’intelligenza artificiale: Sigmund Freud, Albert Einstein, Emma Goldman, Baruch Spinoza, Theodor Herzl, Henrietta Szold, il maestro talmudico Rabbi Akiva, il giudice Louis Brandeis e il profeta Elia.
Cosa direbbe Albert Einstein sul sionismo? Come risponderebbe Henrietta Szold a una domanda sulla propria vita sentimentale? E Sigmund Freud sarebbe davvero disposto ad interpretare un sogno nel 2026?
Queste sono solo alcune delle domande a cui la nuova piattaforma AI “Ask Jewish Lives” vuole rispondere, consentendo ai suoi utenti di conversare virtualmente con alcune delle figure più importanti della storia ebraica.
Il servizio, sviluppato utilizzando la collana biografica Jewish Lives della casa editrice Yale University Press, mette a disposizione gratuitamente nove personaggi storici ricostruiti online attraverso l’intelligenza artificiale: Sigmund Freud, Albert Einstein, Emma Goldman, Baruch Spinoza, Theodor Herzl, Henrietta Szold, il maestro talmudico Rabbi Akiva, il giudice Louis Brandeis e il profeta Elia.
“Il nostro obiettivo non è sostituire la ricerca storica ma offrire un nuovo strumento per esplorare biografie e idee attraverso un’interazione diretta con le fonti” ha spiegato Rebecca Keys, direttrice esecutiva di Jewish Lives, durante il lancio della piattaforma.
Le domande all’AI
Tra gli aspetti più interessanti vi è la possibilità di interrogare queste figure storiche su temi che ancora oggi sono al centro del dibattito pubblico: sionismo, identità ebraica, religione e politica.
Alla domanda su quale dovesse essere idealmente il futuro della patria ebraica, per esempio, le risposte di Henrietta Szold e Albert Einstein restituiscono la complessità del pensiero sionista della prima metà del Novecento: Szold parla del suo sostegno ad “una terra condivisa dove ebrei e arabi possano vivere insieme in armonia” ricordando la collaborazione con Judah Leon Magnes e la diffidenza verso una maggioranza politica costruita esclusivamente per esercitare il potere; Einstein invece spiega che per lui “il concetto di nazione non ha mai significato necessariamente creare uno Stato nazionale”, aggiungendo di “aver sempre temuto che una visione ristretta e nazionalistica della terra potesse portare a uno sciovinismo cieco che privasse l’ebraismo del suo nucleo morale”.
Diversa, invece, la risposta di Louis Brandeis, primo giudice ebreo della Corte Suprema americana: “la mia speranza era quella di un territorio unificato che diventasse una democrazia laica a maggioranza ebraica e nella quale i diritti civili, politici e religiosi della minoranza araba fossero pienamente garantiti.”
Ancora una volta i responsabili del progetto precisano che queste risposte non sono semplici opinioni elaborate dall’intelligenza artificiale ma sintesi ricostruite a partire dalle biografie accademiche dei singoli personaggi.
“Queste affermazioni sono generate esclusivamente utilizzando i contenuti della collana letteraria e sono accompagnate da riferimenti e note che rimandano ai testi originali, permettendoci così di estendere la vita dei libri e usare l’AI per esplorare la storia ebraica in un modo del tutto nuovo” ha spiegato Keys.
A prova di ciò, la piattaforma consente di esplorare anche aspetti più personali delle storie dei personaggi. Alcuni utenti hanno infatti riportati di aver fatto domande all’avatar di Henrietta Szold sul suo rapporto con Louis Ginzberg, il celebre studioso del Talmud di cui la donna si è innamorata da giovane e la cui seguente delusione sentimentale ha segnato una svolta importante nel suo percorso professionale.
Alla domanda se Ginzberg le avesse spezzato il cuore, l’AI di Henrietta risponde senza esitazioni: “si, me lo spezzò completamente.”
Il dibattito tra tecnologia e conoscenza
La piattaforma “Ask Jewish Lives” è stata pensata anche per scuole e università, con materiali didattici creati appositamente per studenti, insegnanti e lettori interessati alla storia e alla cultura ebraica.
Questa decisione arriva in un momento in cui editori e istituzioni culturali stanno cercando di capire come utilizzare l’intelligenza artificiale senza compromettere il valore della ricerca e della produzione intellettuale. Per questo motivo ogni risposta rimanda direttamente alle opere da cui è stata ricavata.
“Se costruisci una macchina che può scrivere, calcolare e decidere, hai costruito un recipiente. Ma non bisogna confondere il recipiente con la sorgente” afferma l’AI di Rabbi Akiva, quando interrogato sul rapporto tra tecnologia e conoscenza.
Una riflessione, quella del rabbino, che sembra riassumere la filosofia dell’intero progetto “Ask Jewish Lives”, accompagnando con cautela il debutto di uno degli esperimenti più originali nel campo della divulgazione della storia ebraica.
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