Avichay Adraee

Il portavoce che parla al nemico: come Avichay Adraee è diventato il volto digitale della guerra

Personaggi e Storie

di Anna Balestrieri
Con milioni di follower distribuiti tra Facebook, X, Instagram e altre piattaforme, Adraee rappresenta un fenomeno comunicativo senza precedenti: un funzionario militare che parla quotidianamente in arabo alle popolazioni dei territori palestinesi, del Libano e del resto del mondo arabo, utilizzando il linguaggio diretto e immediato tipico dei social network.

 

Per milioni di persone in Medio Oriente, il volto della comunicazione militare israeliana non è quello di un generale o di un politico. È quello di Avichay Adraee, il portavoce arabofono delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), una figura che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più centrale nello spazio mediatico della regione.

Con milioni di follower distribuiti tra Facebook, X, Instagram e altre piattaforme, Adraee rappresenta un fenomeno comunicativo senza precedenti: un funzionario militare che parla quotidianamente in arabo alle popolazioni dei territori palestinesi, del Libano e del resto del mondo arabo, utilizzando il linguaggio diretto e immediato tipico dei social network.

Il volto della comunicazione israeliana in arabo

Nato e cresciuto in Israele in una famiglia di origine mediorientale, Adraee è da anni il principale punto di contatto tra l’esercito israeliano e il pubblico arabofono. I suoi video, spesso registrati in tono colloquiale, alternano aggiornamenti militari, messaggi politici, avvisi di evacuazione e contenuti pensati per contrastare la narrativa dei gruppi armati avversari.

La sua capacità di utilizzare un arabo fluente e vicino alla lingua quotidiana gli ha permesso di raggiungere un pubblico che tradizionalmente diffidava dei messaggi provenienti da Israele.

Proprio questa caratteristica ha trasformato il portavoce in una figura tanto influente quanto controversa.

Paura e attenzione

Durante la guerra a Gaza e gli scontri con Hezbollah in Libano, molti dei messaggi pubblicati da Adraee hanno preceduto operazioni militari israeliane o contenevano indicazioni rivolte ai civili affinché lasciassero determinate aree.

Per questo motivo, in numerose comunità palestinesi e libanesi i suoi post vengono seguiti con estrema attenzione.

Per alcuni utenti, la comparsa di un nuovo messaggio di Adraee sui social è diventata un segnale di possibile escalation militare.

L’effetto psicologico di questa comunicazione è significativo: un portavoce militare non si limita più a informare giornalisti e governi, ma entra direttamente negli smartphone delle persone coinvolte nel conflitto.

Il nuovo volto della propaganda

L’aspetto forse più interessante del fenomeno riguarda l’evoluzione stessa della comunicazione contemporanea.

Per decenni gli eserciti hanno comunicato attraverso conferenze stampa, comunicati ufficiali e interviste televisive. Oggi, invece, la battaglia per il consenso e per l’attenzione del pubblico si combatte soprattutto online.

La guerra dell’informazione si è spostata dai giornali ai feed dei social network.

In questo contesto, Adraee rappresenta un caso di studio particolarmente rilevante. I suoi contenuti vengono condivisi, commentati, criticati e analizzati da sostenitori e oppositori, raggiungendo spesso un pubblico molto più ampio di quello che potrebbe essere raggiunto dai canali diplomatici tradizionali.

Una celebrità in uniforme

La combinazione tra esposizione mediatica, linguaggio diretto e presenza costante sui social ha trasformato il portavoce israeliano in una sorta di celebrità digitale.

I suoi post generano regolarmente migliaia di commenti e reazioni, mentre il suo stile comunicativo viene studiato da giornalisti, esperti di comunicazione politica e analisti dei media.

La sua figura dimostra come, nel XXI secolo, la guerra non si combatta soltanto sul terreno, ma anche nello spazio digitale.

In un’epoca in cui l’attenzione del pubblico è una risorsa strategica, il successo di Avichay Adraee mostra quanto il controllo della narrazione sia diventato una componente essenziale dei conflitti contemporanei.