Morti in Libano: se i media non distinguono tra terroristi e civili

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di Nathan Greppi
Da un’analisi del sito HonestReporting, risulta che circa il 76% di tutte le vittime segnalate erano terroristi di Hezbollah, con un rapporto civili-combattenti di circa tre a uno. Si tratta di un rapporto sorprendentemente basso rispetto agli standard odierni, a maggior ragione visto che come Hamas a Gaza, anche Hezbollah tende spesso a nascondere armi e installare infrastrutture militari in mezzo alla popolazione civile.

Durante tutta la guerra tra Israele e Hamas scoppiata dopo il 7 ottobre 2023, i media internazionali si sono costantemente affidati al Ministero della Salute di Gaza gestito da Hamas per i numeri dei morti, spesso prendendone per buoni i resoconti senza alcuna verifica. In particolare, il Ministero della Salute di Hamas non ha mai fatto distinzione tra combattenti e civili.

Dal 2 marzo 2026, quando Hezbollah ha ricominciato a sparare razzi contro Israele schierandosi al fianco del regime iraniano, l’IDF ha condotto ampie operazioni volte a eliminare la minaccia terroristica lungo il confine settentrionale d’Israele. E anche per il Libano, i media mainstream hanno adottato un atteggiamento simile a quello adottato per Gaza, mischiando insieme morti civili e combattenti di Hezbollah senza fare distinzioni.

I dati reali

Secondo un’analisi del sito HonestReporting, l’IDF ha rivelato a inizio giugno di aver preso di mira 2.500 operativi di Hezbollah da quando la guerra è ricominciata a marzo. Questo dato si aggiunge ai 7.000 – 8.000 terroristi di Hezbollah presumibilmente uccisi dall’8 ottobre 2023. L’esercito israeliano afferma che queste perdite ammontano a circa un terzo delle forze di Hezbollah precedenti alla guerra. Nel frattempo, al 1 giugno 2026, il Ministero della Salute libanese ha riportato circa 3.300 vittime totali.

Sulla base di questi dati, risulta che circa il 76% di tutte le vittime segnalate erano terroristi di Hezbollah, con un rapporto civili-combattenti di circa tre a uno. Si tratta di un rapporto sorprendentemente basso rispetto agli standard odierni, a maggior ragione visto che come Hamas a Gaza, anche Hezbollah tende spesso a nascondere armi e installare infrastrutture militari in mezzo alla popolazione civile.

Perfino gli stessi dirigenti di Hezbollah hanno ammesso che “diverse migliaia” di loro combattenti sono stati uccisi. Eppure, questo contesto è quasi del tutto assente quando i media internazionali riportano i numeri delle vittime.

La narrazione dei media

Secondo un’analisi condotta da HonestReporting tramite l’intelligenza artificiale, su 2.397 articoli pubblicati tra il 1 marzo e il 31 maggio 2026, circa il 35% ha descritto le vittime semplicemente come “persone”, mentre un altro 7% le ha definite “civili”. Le vittime di Hezbollah sono state esplicitamente identificate in meno del 2% di tutti gli articoli analizzati. Un ulteriore 5% degli articoli ha puntato il riflettore su donne e bambini morti, mentre gli uomini non sono mai stati identificati separatamente.

In questo modo, i giornalisti creano la falsa impressione che i morti in Libano siano perlopiù civili innocenti. Ma per quanto la morte di un bambino sia sempre una tragedia, i fatti e le prove disponibili raccontano una storia ben diversa, ovvero che il principale bersaglio dell’IDF sono i terroristi e le loro infrastrutture.

I precedenti

Questo fenomeno non si limita alla fase attuale della guerra. Dopo l’esplosione dei cercapersone nel settembre 2024, ad esempio, l’Associated Press ha descritto le vittime confermate come “civili”, ignorando che il principale bersaglio erano i terroristi di Hezbollah.

A marzo, HonestReporting ha anche rivelato un’altra tendenza ripetutasi in Libano dopo essere già stata ampiamente collaudata a Gaza: quella di identificare come “giornalisti” figure affiliate a organizzazioni terroristiche. Ad esempio, quando i media internazionali hanno identificato come “giornalisti” tre libanesi morti sotto i bombardamenti, hanno omesso o minimizzato il fatto che almeno uno di loro era un membro di Hezbollah.