Un enegozio di alo Yoga

Messaggi pro-Hamas nei pacchi Alo Yoga per clienti israeliani: StandWithUs chiede un’indagine sulle spedizioni manomesse

Personaggi e Storie

di Pietro Baragiola
Entrambe le clienti avevano effettuato l’ordine attraverso il sito americano di Alo Yoga, ma la spedizione sarebbe partita da un centro logistico canadese. La prima cliente al posto dei prodotti ordinati ha trovato nel pacco cartone, fogli di carta e materiali di imballaggio accompagnati da messaggi scritti a mano. Tra le frasi riportate figuravano slogan come “Free Palestine”, “Hamas will win” e “Death, death to the IDF”.

 

L’organizzazione ebraica StandWithUs ha chiesto al marchio di abbigliamento sportivo Alo Yoga di aprire un’indagine interna e condannare pubblicamente l’antisemitismo dopo che alcuni clienti israeliani hanno denunciato di aver ricevuto pacchi contenenti messaggi pro-Hamas.

La vicenda è emersa il 12 maggio, quando il sito israeliano Ynet ha raccontato le testimonianze di due clienti che avevano effettuato acquisti sul sito ufficiale www.aloyoga.com e si sarebbero ritrovate con spedizioni alterate, accompagnate da contenuti politici ostili a Israele.

StandWithUs è intervenuta subito, chiedendo chiarimenti all’azienda e affermando che “nessun cliente dovrebbe subire discriminazioni o odio a causa della propria identità o nazionalità.”

I pacchi arrivati in Israele

Secondo quanto riportato da Ynet, entrambe le clienti coinvolte avevano effettuato l’ordine attraverso il sito americano di Alo Yoga, ma la spedizione sarebbe partita da un centro logistico canadese.

Tutto è iniziato quando la prima cliente ha raccontato di aver ricevuto un pacco completamente diverso da quello acquistato: al posto dei prodotti ordinati ha trovato cartone, fogli di carta e materiali di imballaggio accompagnati da messaggi scritti a mano.

Tra le frasi riportate figuravano slogan come “Free Palestine”, “Hamas will win” e “Death, death to the IDF”.

Secondo la testimonianza, sul materiale era stato inoltre disegnato un triangolo rosso rovesciato, simbolo noto durante la guerra tra Israele e Hamas e utilizzato in diversi video propagandistici delle Brigate al-Qassam per identificare i bersagli israeliani.

“La busta era sigillata, la spedizione è arrivata intatta e sono stata io stessa ad aprirla” ha raccontato la donna. “Tutto ciò che c’era dentro, il cartone, le buste e il resto del materiale proveniva da Alo Yoga.”

La testimone ha inoltre sostenuto che, dopo aver contattato il servizio clienti attraverso la chat online dell’azienda e aver caricato le fotografie del contenuto ricevuto, la conversazione è stata subito interrotta e il suo account bloccato.

Nei giorni successivi una seconda cliente avrebbe denunciato un episodio analogo, trasformando quello che sembrava un caso isolato in una controversia internazionale.

La richiesta di StandWithUs

A seguito delle segnalazioni, StandWithUs ha invitato i propri sostenitori a contattare Alo Yoga tramite Instagram e altri canali social chiedendo trasparenza e un’indagine approfondita.

L’associazione ha sottolineato che il problema non riguarda semplicemente opinioni politiche sul conflitto israelo-palestinese ma “la presenza di messaggi che inneggiano ad Hamas e invocano la morte dei soldati dell’IDF all’interno di spedizioni commerciali destinate a clienti identificabili come israeliani”.

“Chiediamo ad Alo Yoga di assumersi le proprie responsabilità” hanno dichiarato i portavoce di StandWithUs. “Con questo intendiamo che dovrebbero indagare sull’incidente, condannare chiaramente e pubblicamente l’antisemitismo e garantire che una situazione simile non si ripeta.”

Al momento Alo Yoga non ha reso pubblici i risultati di eventuali verifiche interne né ha spiegato come tali materiali possano essere finiti nelle loro spedizioni.

Il caso si inserisce in un contesto più ampio di crescente tensione attorno al conflitto israelo-palestinese e all’aumento degli episodi di antisemitismo segnalati da organizzazioni ebraiche in diversi Paesi dopo il 7 ottobre 2023.

Per StandWithUs, la questione va oltre il singolo episodio: riguarda la capacità delle aziende globali di garantire che i propri clienti non vengano presi di mira per la loro identità ebraica.