Nadia Khir con una paziente

Israele premia Nadia Khir, la prima dottoressa drusa di Israele

Personaggi e Storie

di Pietro Baragiola

Quando era bambina, Nadia Khir ascoltava di continuo le storie delle donne druse che finivano per abortire o morire dissanguate perché, da tradizione, non potevano essere visitate o toccate da un medico di sesso maschile che non fosse imparentato con loro.

È stato in quegli anni che la piccola Nadia ha preso la scelta che avrebbe cambiato per sempre non solo la sua vita, ma quella di un’intera comunità: diventare la prima dottoressa drusa di Israele.

“Quelle storie mi hanno colpita profondamente e sapevo che avrei dovuto aiutare in qualche modo” ha raccontato Khir, ora 58enne e specializzata in ginecologia, durante la sua intervista rilasciata a The Times of Israel.

Domenica 24 maggio la dottoressa Khir è stata premiata con l’Habama Shelahen, il riconoscimento israeliano dedicato alle donne leader della comunità.

Oggi, grazie al suo esempio e al suo costante impegno nelle numerose cliniche del servizio sanitario Clalit, in Israele esistono circa 40 donne druse laureate in medicina, mentre negli anni Ottanta non ce n’era neppure una.

La storia di Nadia Khir

Khir è cresciuta a Peki’in, un villaggio druso della Galilea. Grazie ai suoi sorprendenti traguardi scolastici, il suo insegnante di biologia le ha suggerito di tentare la carriera medica ma il problema non era entrare all’università, bensì il prezzo sociale che la sua famiglia avrebbe dovuto pagare per questa decisione.

“Volevo studiare medicina, ma all’epoca era proibito alle donne druse frequentare l’università” ha raccontato Nadia. “Una ragazza che studiava poteva comportare l’estromissione della sua famiglia dall’intera comunità.”

Quando nel 1985 Nadia è stata ammessa al Technion-Israel Institute of Technology di Haifa era terrorizzata soprattutto per la madre, malata da anni e molto religiosa.

Il momento decisivo della sua vita è avvenuto quasi per caso, durante un incontro per strada con Sheikh Farag Fadool, allora leader religioso della comunità locale.

“Gli ho detto che volevo studiare medicina, ma che avevo paura che mia madre venisse punita per questa mia scelta” ha ricordato. “Lui mi ha guardato e ha detto: ‘non preoccuparti, non punirò tua madre’”.

Quelle parole sono riuscite a darle la serenità necessaria per partire e iniziare la sua carriera.

Le nuove giovani druse universitarie

La Dottoressa Khir oggi vive a Julis, un villaggio di circa 7mila abitanti che riflette bene il cambiamento vissuto negli ultimi decenni dalla comunità drusa israeliana: qui le giovani donne universitarie non sono più un’eccezione e molte di loro studiano per diventare dottoresse.

Ma Khir e i suoi coetanei ricordano bene quanto coraggio è servito alla ginecologa per inseguire il suo sogno 30 anni fa.

“Non aveva paura di essere la prima donna nel suo campo” ha affermato il professor Tarif Bader, direttore del Kaplan Medical Center ed ex capo medico dell’IDF, parlando di Khir al The Times of Israel. “È l’esempio di una persona che si pone un obiettivo e lavora duramente per raggiungerlo.”

Oggi la prima dottoressa drusa di Israele volge lo sguardo soprattutto alle nuove generazioni. Le sue tre figlie, infatti, rappresentano forse meglio di chiunque altro il cambiamento che Nadia ha contribuito a creare: Hend è un medico del Rambam Medical Center di Haifa, Monia studia ingegneria elettrica alla Tel Aviv University e Yasmine ingegneria dei software al Technion.

Soffermandosi su una foto delle figlie, la dottoressa Khir ha parlato di un video che vede protagonista Monia dopo aver vinto la medaglia d’argento ai Mondiali di kickboxing del 2023 con indosso la maglia di Israele. In questo filmato la ragazza invita le giovani donne a “seguire i propri sogni”.

“È quello che dico sempre anch’io” ha commentato Khir, emozionata. “Sono fiera che le mie figlie portino avanti il mio messaggio”.