Da sinistra David Fiorentini e Sharon Zarfati

Il nuovo Assessorato ai giovani, tra sfide e progetti per il futuro

Giovani

di Nathan Greppi
Mantenere la coesione tra i giovani ebrei milanesi ed aggregarne altri: la sfida principale per David Fiorentini e Sharon Zarfati. Che sognano un centro giovanile ebraico.

Con la nomina avvenuta a gennaio della nuova giunta CEM durante la prima riunione del consiglio appena eletto, sono cambiate le cariche anche per quanto riguarda l’assessorato ai giovani. In un periodo pieno di incognite, la sfida è quella di riuscire a mantenere la coesione tra i giovani ebrei milanesi ed eventualmente aggregarne altri che di solito non frequentano la comunità.

Quello che sta cercando di fare il nuovo assessorato «è provare a portare una nuova visione, e dare una scossa ai giovani per fargli cambiare mentalità -, spiega l’assessore ai giovani David Fiorentini -. I ragazzi hanno bisogno di una scarica di energia per ricreare un senso di appartenenza alla comunità. Spesso sono legati tra amici e a gruppi vicini ai movimenti giovanili, ma non sono molto attivi nella vita comunitaria. Pertanto, abbiamo in programma delle iniziative per sviluppare questa appartenenza».

Da quando sono entrati in carica a gennaio, «l’unico vero progetto che abbiamo portato avanti è stata la festa di Purim, dove sono venute tra le 120 e le 130 persone – afferma la consigliera con delega ai giovani Sharon Zarfati -. Con la lista Beyahad abbiamo anche promosso durante le elezioni la Ghetton maschile, il torneo di calcio, che però va già avanti a gonfie vele da diversi anni. Per cui si sta cercando di portare avanti anche la Ghetton femminile, che sta raccogliendo diverse adesioni».

«Quello che abbiamo cercato di fare in prima battuta io e David è stato individuare un gruppo di 7-8 giovani volontari, provenienti da background differenti, che ci aiutassero nell’organizzare eventi dedicati non solo ai giovani, ma anche alle famiglie, ad esempio in occasione di Yom HaAtzmaut – aggiunge Zarfati -. Inoltre, visto che sta arrivando la bella stagione e Shabbat inizierà più tardi, vorremmo cercare di aprire la scuola il venerdì pomeriggio per organizzare attività ricreative per le giovani famiglie».

Sulla questione dei volontari, Fiorentini dichiara che, al di là della figura dell’assessore, «vorremmo costituire un gruppo che diventi a mano a mano sempre più autonomo e sostenibile, arrivando ad una situazione come quella di Torino, dove c’è un team con un proprio budget che si coordina con la comunità». Questa direzione è dettata anche dal fatto che Fiorentini e Zarfati sono giunti a Milano da fuori (rispettivamente da Siena e da Roma), e pertanto vogliono creare un gruppo autonomo tra i ragazzi milanesi, «affinché siano loro i prossimi assessori e consiglieri», racconta l’assessore.

Per raggiungere più persone possibili, dice, «l’idea è di aumentare non solo il numero di eventi, ma anche la loro diversità, nel senso di organizzare eventi tematici per raggiungere anche chi altrimenti non verrebbe. Per esempio, per chi è interessato all’ambiente vorremmo fare un evento con il KKL (Keren Kayemeth LeIsrael), mentre per i giovani professionisti si potrebbe organizzare un dopolavoro invece della serata in discoteca. Per ogni tema, cerchiamo di collaborare con organizzazioni che hanno competenze specifiche in merito».

Il Sogno di un centro giovanile

Per quanto riguarda gli eventi nella scuola ebraica, Zarfati afferma che «nel breve termine abbiamo in mente di organizzare uno ‘Yom sport’ in palestra il mercoledì sera per i giovani dai 18 ai 35 anni. Mentre sul lungo termine, il nostro grande sogno è quello di aprire un centro giovanile ebraico in cui tutti si sentano accolti, in un luogo adibito apposta dove i giovani possono stare insieme e divertirsi, similmente allo spazio del GET di Torino o al centro Olami in Spagna».

Dopo che per un paio d’anni diversi eventi giovanili sono stati organizzati a Milano da Moran Moshe dell’Agenzia Ebraica, attirando anche diversi studenti israeliani, Fiorentini spiega che «al momento non è in programma la nomina di un nuovo shaliach dell’Agenzia Ebraica. Ma il ruolo di Moran è stato fondamentale, perché non ha solo organizzato delle attività, ma ha anche raggiunto diverse persone che così si sono sentite più vicine alla comunità. Sono stati coinvolti diversi ragazzi israeliani, francesi, tedeschi, che sono stati raccolti da Moran ma anche adesso che il suo mandato è finito sono coinvolti nelle nostre attività. A Milano abbiamo la fortuna di avere centinaia di studenti stranieri, che vorremmo far interagire sempre di più con i giovani locali».