di Davide Cucciati
la dichiarazione esprime solidarietà a Israele e sostiene il suo diritto all’autodifesa contro il regime iraniano e i suoi proxy regionali. Nel testo compare anche il rigetto di ogni tentativo di isolamento diplomatico o boicottaggio di Israele, con un’esplicita condanna del movimento BDS, insieme all’invito a rafforzare i rapporti bilaterali tra Israele e i Paesi latinoamericani nei settori della sicurezza, dell’innovazione, del commercio e dell’agricoltura.
Dal 13 al 15 aprile, in Uruguay, trentacinque parlamentari di quindici Paesi latinoamericani si sono riuniti per costruire una risposta coordinata all’antisemitismo, con una dichiarazione finale che chiede l’adozione della definizione IHRA, il rifiuto del movimento BDS e il sostegno esplicito al diritto di Israele all’autodifesa.
Come riportano Jewish News Syndicate del 22 aprile 2026 e The Jerusalem Post del 19 aprile 2026, l’obiettivo dichiarato era definire una strategia condivisa per contrastare la crescita del fenomeno nel continente. L’iniziativa è stata promossa dal Combat Antisemitism Movement, organizzazione che negli ultimi anni ha rafforzato la propria presenza in America Latina attraverso rapporti con diplomatici, leader religiosi e rappresentanti della società civile.
Il congresso ha riunito parlamentari, alti funzionari e delegazioni internazionali in sessioni dedicate allo scambio di esperienze nazionali, all’analisi delle tendenze globali dell’antisemitismo e alla definizione di strumenti legislativi concreti. Il punto centrale era trasformare la denuncia del fenomeno in politiche pubbliche coordinate. Il documento finale contiene diversi impegni operativi: i firmatari invitano governi e istituzioni ad adottare normative contro l’antisemitismo, promuovere sistemi di monitoraggio e rafforzare il contrasto all’odio anche nello spazio digitale.
Tra i punti principali vi è il richiamo alla definizione operativa dell’International Holocaust Remembrance Alliance, considerata dai promotori uno strumento utile per individuare le forme contemporanee di antisemitismo. Accanto a questo, il testo sollecita programmi educativi sulla Shoah e iniziative interreligiose volte a rafforzare il dialogo tra comunità diverse.
Il passaggio politicamente più netto riguarda il Medio Oriente: la dichiarazione esprime solidarietà a Israele e sostiene il suo diritto all’autodifesa contro il regime iraniano e i suoi proxy regionali. Viene inoltre chiesto che il regime islamico iraniano risponda delle proprie attività terroristiche globali, con riferimento anche agli attentati che hanno colpito l’America Latina in passato. Nel testo compare anche il rigetto di ogni tentativo di isolamento diplomatico o boicottaggio di Israele, con un’esplicita condanna del movimento BDS, insieme all’invito a rafforzare i rapporti bilaterali tra Israele e i Paesi latinoamericani nei settori della sicurezza, dell’innovazione, del commercio e dell’agricoltura.
Il deputato uruguaiano Conrado Rodríguez ha spiegato che l’obiettivo è costruire politiche pubbliche comuni, coordinate tra Parlamenti ed esecutivi, per affrontare un fenomeno ormai percepito come transnazionale. Sulla stessa linea Shay Salamon, responsabile per gli affari ispano-americani del Combat Antisemitism Movement, che ha definito il congresso un passaggio decisivo verso un impegno regionale più strutturato, fondato sul rafforzamento dei quadri giuridici, sull’educazione e sulla difesa dei valori democratici.
Tra gli ulteriori dettagli emersi successivamente, l’ultima giornata dei lavori ha visto anche la partecipazione dell’ex presidente uruguaiano Julio María Sanguinetti e dell’ambasciatrice israeliana in Uruguay Michal Hershkovitz. Accanto al lavoro politico, i partecipanti hanno preso parte alla commemorazione nazionale di Yom HaShoah in Uruguay, collegando la memoria della Shoah alla necessità di strumenti contemporanei di contrasto all’antisemitismo.
Una parte significativa della classe dirigente latinoamericana tenta di costruire una risposta coordinata, legislativa e apertamente filo-israeliana, su un tema che per anni è rimasto periferico nelle agende politiche regionali.



