Fiano (PD): «Per molti oggi è inaccettabile che si possa essere antifascisti e sionisti insieme»

Italia

di Ilaria Myr
Dopo le contestazioni dei mesi scorsi a Venezia e poi a Bergamo, l’esponente del PD è stato oggetto di un attacco da parte di alcuni collettivi della zona di Albenga per la sua prevista partecipazione alle celebrazioni per il 25 aprile nella città ligure. Qui la sua reazione.

«Purtroppo questo è l’ennesimo episodio in cui si cerca di zittirmi, direi che ormai ci ho fatto l’abitudine… Dopo le contestazioni alla Ca’ Foscari di Venezia e a Bergamo, dove anche Giorgio Gori è stato attaccato, è chiaro che c’è da parte dell’estrema sinistra pro-pal una pregiudiziale discriminatoria nei confronti di chiunque parli di Israele cercando di difendere il suo diritto all’esistenza. Detto questo, gli organizzatori del Comizio del 25 aprile ad Albenga mi hanno ribadito la volontà di avermi fra loro, e quindi ci sarò».
Così l’esponente PD Emanuele Fiano commenta con Mosaico-Bet Magazine l’ultimo episodio che lo ha visto oggetto di una contestazione da parte di alcuni collettivi della zona di Albenga per la sua prevista partecipazione alle celebrazioni per il 25 aprile nella città ligure.

La posizione dei collettivi

“Abbiamo appreso con sgomento della presenza di Emanuele Fiano come oratore scelto per il 25 aprile, festa della Liberazione dal nazifascismo, per via delle opinioni da lui esternate in merito al genocidio in Palestina” si legge in una nota dei collettivi locali Sinistra Ingauna, Presidio Albenga Palestina, Nonunadimeno Albenga, Attac Savona, Casa dei circoli, Culture e Popoli di Ceriale che hanno voluto “prendere le distanze dalla scelta di un oratore come Fiano in questo momento storico”.

“Condividiamo l’importanza di avere memoria degli orrori del passato ma, proprio per evitare di ripeterli, contestiamo la scelta fatta. I momenti così significativi per la memoria collettiva devono essere occasione di unità sui valori fondamentali dell’antifascismo, della pace e dei diritti umani, ricordando che la Resistenza italiana si è battuta contro il razzismo, l’oppressione e la violenza di Stato”, hanno proseguito.

“Crediamo sia necessario non lasciare nel passato le atrocità perpetrate, ma riconoscere oggi la tragedia umanitaria che colpisce il popolo palestinese, il genocidio in atto, decenni di occupazione militare, colonizzazione illegale, apartheid e violazioni sistematiche dei diritti umani”.

“Queste espressioni sono figlie, infatti, della stessa logica di sopraffazione. Il vero spirito antifascista impone di schierarsi dalla parte delle vittime, non dei loro aguzzini”, hanno concluso.

Fiano: “Oggi domina la semplificazione, anziché il confronto e il dialogo”

«Purtroppo oggi è inconcepibile per molti estremisti di sinistra che si possa essere antifascisti e insieme sionisti. Quindi una persona come me che si definisce sionista nonostante sia contro questo governo in Israele e contro le guerre che sta facendo è da ripudiare».

Nel caso di Fiano, poi, figlio del sopravvissuto ad Auschwitz Nedo, i frequenti episodi in cui gli si nega di parlare risultano ancora più odiosi. Proprio a Venezia, attaccato dai giovani pro-pal, aveva detto: “L’ultima volta che hanno espulso un Fiano da un luogo di studio è stato nel 1938». E oggi gli viene contestata la partecipazione a un evento per la Liberazione dal nazi-fascismo, la stessa dittatura che aveva deportato suo padre.

«Certo è gravissimo, ma per fortuna i partiti della sinistra sono con me al comizio, però è indubbio che nella sinistra sta succedendo una cosa inaccettabile – commenta -. Di fronte alla tragedia e al dolore scaturiti dal 7 ottobre e dalla guerra a Gaza purtroppo in molti scelgono di assumere posizioni estremiste, semplificando un quadro molto complesso, e ricucendolo in lotta fra buoni-cattivi, bene-male, amici-nemici, piuttosto che, invece, affrontare la complessità dialogando e facendo autocritica. Quindi, non importa che uno sia figlio di un sopravvissuto alla Shoah, che da tutta la vita si occupa di antifascismo e che in Parlamento si sia occupato di questi temi: conta invece che presieda un movimento chiamato “Sinistra per Israele”, dove il “per” è diventato inammissibile».

Un clima di intolleranza, questo, che sulle pagine di Mosaico Bet Magazine abbiamo denunciato più volte e che è sempre più riscontrabile negli ambienti giovanili, primi fra tutte le scuole. Proprio qualche giorno fa Alessandro Litta Modignani è stato attaccato al Liceo Agnesi di Milano per avere cercato di spiegare che cosa è un genocidio e come la definizione non si applichi a quanto successo a Gaza. «Anche io di recente sono stato in un liceo nella provincia di Milano e sono rimasto molto scosso dal livello di incomunicabilità e durezza delle posizioni di alcuni ragazzi dell’ultimo anno su questo tema», confessa Fiano.

Eppure, i giovani di oggi saranno gli adulti di domani. E nel caso dei Giovani Democratici – che a Bergamo avevano organizzato una manifestazione contro un evento dell’Associazione Italia-Israele di Bergamo in cui partecipava Fiano, sostenendo che “La sinistra non può dialogare con ‘sionisti moderati’”, ma può farlo solo con “gli antifascisti e antisionisti” – saranno forse i politici di domani…

«In quel caso il PD nazionale aveva subito preso le distanze in modo molto fermo, ma sicuramente il fenomeno rimane preoccupante – ammette -. Io continuerò a fare la mia parte, con il sostegno dell’ala riformista del partito. È una battaglia non facile, ma la politica è fatta di battaglie. Ricordiamoci che nel 1968, quando fu fondata Sinistra per Israele, il Pci non aveva più rapporti con Israele, ma alcuni coraggiosi con abnegazione si dedicarono a questo e dopo qualche anno si cominciarono a portare i segretari del partito in Israele. Da parte mia, io non smetterò di cercare il confronto, il dialogo e la spiegazione piuttosto che lo scontro».