di Maia Principe
Irlanda, Spagna e Slovenia hanno deciso di non trasmettere l’evento sui propri canali nazionali. L’emittente pubblica slovena RTV Slovenia ha confermato la totale esclusione della trasmissione del concorso. Al suo posto, trasmetterà una serie intitolata “Voci di Palestina”, composta da documentari e film sui palestinesi.
Diverse emittenti pubbliche europee hanno annunciato che non trasmetteranno l’Eurovision Song Contest 2026 in segno di protesta contro la partecipazione di Israele. Secondo quanto riportato dal Guardian, Irlanda, Spagna e Slovenia hanno deciso di non trasmettere l’evento sui propri canali nazionali.
L’emittente pubblica slovena RTV Slovenia ha confermato la totale esclusione della trasmissione del concorso. Al suo posto, trasmetterà una serie intitolata “Voci di Palestina”, composta da documentari e film sui palestinesi. La direttrice, Ksenija Horvat, ha dichiarato all’Associated Press che il canale non trasmetterà l’Eurovision quest’anno.
In Spagna, anche RTVE ha confermato che non avrebbe trasmesso la competizione, una novità assoluta da quando il paese ha partecipato al concorso nel 1961. In Irlanda, RTÉ aveva già annunciato a dicembre che non avrebbe partecipato e che non avrebbe trasmesso l’evento.
Altri paesi hanno preso le distanze da questa edizione. I Paesi Bassi e l’Islanda si sono ritirati dalla competizione, pur continuando a trasmetterla sui rispettivi canali pubblici. In totale, è prevista la partecipazione di 35 paesi a questa edizione celebrativa, che segna il 70° anniversario del concorso e si terrà a Vienna dal 12 al 16 maggio.
Israele sarà rappresentato dal ventottenne Noam Bettan con la canzone “Michelle”, eseguita in francese, ebraico e inglese durante la prima semifinale. Negli ultimi due anni, i rappresentanti israeliani sono stati fischiati durante il concorso, nonostante il secondo posto ottenuto lo scorso anno da Yuval Raphael grazie al voto del pubblico.



