di Pietro Baragiola
“Può sembrare una scelta casuale ma non lo è, poiché questo giocattolo rappresenta l’innocenza che è stata minacciata e le vite che sono state protette” ha affermato il rabbino Josh Bennett, ideatore dell’iniziativa, durante il suo annuncio sui social. “È un simbolo di creatività, oltre che della forza e del lavoro che ci permetteranno di rimettere insieme i pezzi della nostra comunità.”
Dopo lo spaventoso attacco terroristico avvenuto a Detroit lo scorso mese, la comunità della sinagoga Temple Israel ha deciso di celebrare la Pasqua ebraica aggiungendo un nuovo oggetto al tradizionale piatto del Seder: un mattoncino Lego.
“Può sembrare una scelta casuale ma non lo è, poiché questo giocattolo rappresenta l’innocenza che è stata minacciata e le vite che sono state protette” ha affermato il rabbino Josh Bennett, ideatore dell’iniziativa, durante il suo annuncio sui social. “È un simbolo di creatività, oltre che della forza e del lavoro che ci permetteranno di rimettere insieme i pezzi della nostra comunità.”
Questo messaggio ha raggiunto in poco tempo centinaia di persone negli Stati Uniti che hanno promesso di inserire l’oggetto nelle proprie celebrazioni.
“Trovo che sia un simbolo magnifico di forza e resilienza” ha scritto un utente da Santa Monica. “Metteremo senz’altro un mattoncino sul nostro piatto di Seder”.
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L’iniziativa del rabbino Bennett
Il rabbino Josh Bennett è tra le principali figure di riferimento del Temple Israel di Detroit. Durante l’attacco che ha visto il 41enne Ayman Ghazali lanciarsi a bordo di un veicolo carico di esplosivo contro le mura della sinagoga, Bennett si è assicurato personalmente che tutti i 104 bambini della scuola materna uscissero incolumi dall’edificio. Gli unici a restare feriti sono stati un responsabile della sicurezza e lo stesso Ghazali, morto nell’esplosione.
“Tutto il nostro staff e gli insegnanti hanno ricevuto anni di formazione su come rispondere a questo genere di situazioni perché sappiamo che possono succedere” ha affermato Bennett durante la sua intervista rilasciata alla Jewish Telegraphic Agency. “Semplicemente non vogliamo mai che ciò accada.”
Nei giorni successivi il rabbino ha sottolineato l’importanza della preparazione e della resilienza ed è stato così che ha trovato nel Lego una metafora concreta del suo obiettivo: “ricostruire pezzo per pezzo, non solo l’edificio ma anche il nostro senso di sicurezza e appartenenza.”
L’iniziativa di Bennett è stata supportata da diversi membri della comunità, spronati dal fatto che questa non è la prima volta in cui elementi moderni entrano a far parte del rituale del Seder. Negli ultimi anni infatti, molte famiglie hanno aggiunto ai propri piatti diversi oggetti simbolici come nastri gialli, specchi e melograni per rendere omaggio alle vittime e agli ostaggi del 7 ottobre.
Diversi modi di ospitare il Seder
Il 2026 è stato caratterizzato da numerose versioni in cui gli americani hanno adattato il proprio Seder: a Minneapolis la sinagoga Shir Tikvah ha invitato a condividere una tazza di tè durante il rito come gesto di solidarietà e impegno civico, mentre in Pennsylvania il governatore Josh Shapiro ha ospitato un Seder interreligioso a un anno dall’attacco incendiario alla sua residenza.
Secondo Rick Jacobs, presidente dell’Union for Reform Judaism, queste innovazioni non indeboliscono la tradizione ma la rafforzano: “c’è qualcosa di rassicurante in ciò che conosciamo, ma possiamo anche fare spazio a qualcosa di nuovo e inatteso”.
In questo contesto dunque il Lego di Detroit assume in pieno il suo valore di strumento educativo volto ad aiutare i bambini sopravvissuti all’attacco a trasformare la paura in racconto e memoria condivisa. Un gesto che unisce generazioni diverse attorno ad un’idea semplice e potente: anche se veniamo colpiti, siamo sempre pronti a ricostruire.



