Tarantino sotto i missili iraniani: la nuova clip satirica di Eretz Nehederet

Spettacolo

di Pietro Baragiola

Per la prima volta dopo settimane, Donald Trump scompare dal salotto satirico di Eretz Nehederet, il popolare show israeliano di Keshet 12 che, puntata dopo puntata, racconta con ironia e amarezza le contraddizioni della guerra in corso. A prendere il posto del presidente degli Stati Uniti nella clip di mercoledì 18 marzo è un’altra icona americana che oggi è perfettamente integrata nel contesto israeliano: il regista Quentin Tarantino.

 

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Lo sketch di Tarantino

Lo sketch d’apertura mette in scena le diverse reazioni dei cittadini israeliani durante l’allarme missilistico: c’è chi aspetta l’ultimo momento prima di correre nel proprio rifugio, chi si presenta con un calice di vino fingendo normalità e chi viene interrotto durante una seduta di terapia.

In questo mosaico surreale si inserisce Tarantino, interpretato dall’attore Ori Laizerouvich, che si presenta con il suo tipico tono autoironico: “sono un famoso regista hollywoodiano, forse mi conoscete per Pulp Fiction…o per il parco giochi di Bavli”. Il personaggio scherza anche sul suo matrimonio citando il fatto che, dieci anni prima, qualcuno gli aveva suggerito di incontrare “una bella ragazza israeliana”.

Presto però la clip catapulta gli spettatori nella realtà odierna cambiando rapidamente tono: dalla battuta si passa al conflitto e il regista interrompe una partita a carte con un bambino per scappare dal fuoco dei missili iraniani e trovare rifugio insieme.

Dopo questa scena lo sketch culmina con una finta anteprima di una nuova versione di Pulp Fiction ispirata alla guerra, rielaborando le scene cult in chiave locale: John Travolta e Samuel L. Jackson fuggono dall’auto al suono di una sirena; Uma Thurman trasforma il frigorifero nel suo “spazio protetto” e la celebre scena del ballo viene accompagnata da musica israeliana.

Un’operazione che mescola citazione cinematografica e attualità, trasformando il linguaggio di Tarantino in uno specchio deformante della vita quotidiana sotto le bombe.

La nuova stagione di Eretz Nehederet

Se la presenza del noto regista offre uno sguardo internazionale, il cuore della satira di Eretz Nehederet resta saldamente ancorato alla politica israeliana.

Nelle sue nuove clip, lo show non risparmia critiche al primo ministro Benjamin Netanyahu, rappresentato mentre cerca di mostrarsi rassicurante al fianco dalla moglie Sara, impegnata goffamente a preparare un caffè.

La satira si estende poi alla gestione dell’emergenza con il ministro dell’istruzione Yoav Kisch che viene preso di mira per le difficoltà mostrate nell’organizzare la didattica a distanza, trasformando una semplice riunione su Zoom in una scena grottesca. Allo stesso tempo emerge con forza la situazione nel Nord del Paese con sketch che mostrano i cittadini israeliani colpiti dai bombardamenti mentre vengono ignorati da Netanyahu e dal ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, intenti a distribuire fondi ad altri gruppi di interesse.

Eretz Nehederet non esita neanche a tirare una stoccata al parlamentare Simcha Rothman, simbolo della riforma giudiziaria, da loro ritratto mentre considera “irrilevante” il risarcimento per le case distrutte ma “prioritario” limitare la libertà di stampa

Accanto alla critica, però, lo show lascia anche spazio a momenti di forte umanità. Primo tra tutti quello che vede protagonista il tassista Asher, interpretato da Yuval Semo, mentre accompagna alcuni bambini sfollati che, nonostante abbiano perso la casa, riescono ancora a scherzare sulla loro nuova vita in albergo. In un’altra di queste scene toccanti, il figlio del tassista si stende a terra durante un allarme missilistico e abbraccia il padre, per dargli forza in quel momento di terrore.

È proprio questa capacità di alternare ironia e dolore a rendere Eretz Nehederet uno specchio potente della realtà del Paese.

“L’auspicio è che presto tutto questo sarà alle nostre spalle” ha affermato il conduttore del programma, Eyal Kitzis, in una delle sue recenti interviste. Nel frattempo, la satira continua a raccontare ciò che le notizie, da sole, non riescono ad esprimere fino in fondo.