Contrasto ai fenomeni d’odio a Milano. Intervista ad Elisabetta Nigris

Italia

di Nathan Greppi
A inizio marzo, a Milano due turisti ebrei argentini sono stati aggrediti davanti al Carrefour di Piazzale Siena. Prima ancora, a novembre erano stati una decina di turisti americani ebrei ortodossi ad essere aggrediti alla Stazione Centrale. In questo scenario come si muove la Commissione speciale per il Contrasto ai discorsi e ai fenomeni d’odio del Comune di Milano? Lo abbiamo chiesto alla sua presidente.

Anche dopo l’inizio della tregua a Gaza e lo spostarsi dell’attenzione mediatica, non sono mancati gli episodi di antisemitismo a Milano: a inizio marzo, due turisti ebrei argentini sono stati aggrediti davanti al Carrefour di Piazzale Siena. Prima ancora, a novembre erano stati una decina di turisti americani ebrei ortodossi ad essere aggrediti alla Stazione Centrale.

Per contrastare queste e altre manifestazioni d’odio, il Comune di Milano ha istituito da tempo la Commissione speciale per il Contrasto ai discorsi e ai fenomeni d’odio, che dal marzo 2025 ha come presidente Elisabetta Nigris, docente di didattica generale presso l’Università di Milano-Bicocca e consigliere comunale del PD.

In un’intervista che ha rilasciato nel settembre 2025 al quotidiano “Il Giorno”, ha detto che a Milano c’è un’allerta antisemitismo. A distanza di mesi, come si è evoluta la situazione?

Come Commissione per il contrasto d’odio, siamo molto attenti rispetto a tutte le forme di incitamento all’odio, come di qualsiasi violenza o aggressione nei confronti di categorie fragili, che si tratti di antisemitismo, discriminazione su base razziale, religiosa o dell’orientamento sessuale.

Su quali dati vi basate per tenere traccia degli episodi di antisemitismo a Milano?

In questo momento ci riferiamo ai dati nazionali che vengono, ad esempio, dal lavoro delle mappe dell’odio e dall’Osservatorio Antisemitismo del CDEC, che ha registrato un aumento degli atti antisemiti soprattutto online. Tuttavia, li riteniamo molto preoccupanti perché creano un clima di violenza e aggressività. Nel 2025, assieme alle commissioni per le pari opportunità e per l’educazione abbiamo incontrati esponenti del CDEC, che oltre a mostrarci i dati ci hanno anche illustrato delle strategie di contrasto dell’antisemitismo.

Quali attività state svolgendo in tal senso?

Ci stiamo confrontando con le realtà più significative che se ne occupano in città. Inoltre, prossimamente proporremo una commissione in presenza al Memoriale della Shoah di Milano, in cui verranno coinvolti esperti come la pedagogista ed ex-coordinatrice nazionale per la lotta all’antisemitismo Milena Santerini, vicepresidente del Memoriale. Inoltre, siamo in diretto contatto con la Rete Nazionale per il Contrasto ai Discorsi e ai Fenomeni d’Odio, con il Comitato per le Pietre d’Inciampo e il Giardino dei Giusti. A maggio organizzeremo una commissione in presenza anche al Giardino dei Giusti. L’idea non è tanto di raccogliere dati, quanto di aggregare quelle realtà che si stanno muovendo per il contrasto e la prevenzione dei fenomeni d’odio.

Come accademica, lei si occupa del settore scolastico. State portando avanti progetti di contrasto dell’odio anche nelle scuole?

Per la mia formazione professionale, un’attenzione particolare è rivolta ai giovani, perché crediamo che la prevenzione non possa che partire da lì. Abbiamo visto come per altri fenomeni, come ad esempio i femminicidi, purtroppo già in ragazzi e ragazze molto giovani si sta verificando un mutamento di mentalità, che arriva a legittimare atti di violenza.