Antisemitismo oggi: una serata di condivisione al Beit Tarbut dell’Hashomer Hatzair

Feste/Eventi

di Tanja Beilin
Dal pubblico presente alla serata organizzata dal Beit Tarbut dell’HH su “Antisemitismo, tra percezione e realtà”  è stata espressa molta “solitudine “, vissuta a partire dal 7 ottobre. Solitudine politica, soprattutto da chi, fino a poco prima, si identificava nella sinistra. Ma anche solitudine umana come perdita di amicizie e difficoltà e isolamento in ambienti lavorativi e scolastici. Intervenuti Betti Guetta, Gadi Luzzatto Voghera e Emanuele Fiano.

Il 23 febbraio, presso la sede dell’HH (e che piacere e quante emozioni ritornarci e ritrovarsi!), ho presenziato alla discussione aperta su “Antisemitismo, tra percezione e realtà” organizzata da Beit Tarbut, la Casa Culturale dell’Hashomer ha Tzair, che da due anni propone a Milano una visione ebraica liberale e progressista. È stata una serata molto partecipata e a mio avviso utile su questo nostro nuovo sentire comune.
Sentire che è stato supportato e confermato da Gadi Luzzatto Voghera (collegato in video) con la puntuale presentazione della relazione annuale del CDEC sull’antisemitismo in Italia.

Dal pubblico è stata inoltre espressa molta “solitudine “, vissuta a partire dal 7 ottobre. Solitudine politica, soprattutto da chi, fino a poco prima, si identificava nella sinistra. A questo proposito, esauriente e commovente in alcuni tratti l’intervento di Emanuele Fiano (a sinistra nella foto).
Ma anche solitudine umana come perdita di amicizie e difficoltà e isolamento in ambienti lavorativi e scolastici.
Come ebrei ci viene spesso chiesto di prendere le distanze da Israele, di discolparci e si fa di tutta l’erba un fascio. Gli ebrei della diaspora e gli israeliani vengono tutti assimilati a Netanyahu, quindi agli occhi dell’opinione pubblica, assassini e finalmente genocidari. Negli interventi di Lele Fiano e di Betti Guetta (la seconda da sinistra) abbiamo ascoltato come l’uso strumentale e smodato del termine genocidio sia generato dall’idea di togliere un primato alla Shoah, di aver raggiunto una parità che strappi gli ebrei al ruolo di vittime trasformandoli in carnefici.

Difficile per chi (la maggior parte del pubblico della serata) non approva l’operato del governo Netanyahu e giudica indifendibile la politica israeliana per quanto sta accadendo in Cisgiordania.
Difficile e doloroso vivere quest’ondata antisemita qui in diaspora. Difficile non chiudersi e, per quanto mi riguarda, continuare a vivere senza nascondere la propria identità ebraica. Non tutti sappiamo affrontare e controbattere a questo odio, menzogna e violenza e soprattutto mai avremmo pensato di doverlo affrontare.

La Beit Tarbut ha offerto uno spazio dove tanti si sono sentiti di condividere le proprie esperienze personali, spazio di cui si è sentita la mancanza in questi anni difficili.