Ristorante kosher attaccato con l’acido a Parigi: indagine per crimine d’odio

Mondo

di Nina Deutsch
Per la terza volta in meno di un anno, un ristorante kosher del 17° arrondissement di Parigi è stato preso di mira con un attacco vandalico di natura chimica. La Procura ha aperto un’inchiesta per danneggiamento aggravato da motivazioni religiose, mentre cresce la preoccupazione per la sicurezza dei commerci ebraici. 

 

Sono quelle notizie che rischiano di perdersi nel grande frastuono dell’informazione globale, sommerse da emergenze continue e da titoli sempre più rumorosi. Eppure, se ci si ferma un attimo ad ascoltarle, raccontano molto più di quanto sembri. Parlano di un clima di tensione che attraversa le grandi città europee, di ferite mai rimarginate, di paure che riaffiorano con inquietante regolarità. È il caso di quanto accaduto a Parigi, una vicenda che, come segnala su X il Combat Antisemitism Movement (CAM), si inserisce in una lunga e preoccupante scia di episodi antisemiti.

 

Tra la sera di giovedì 19 e la notte di venerdì 20 scorsi un ristorante kosher nel cuore della capitale francese è stato nuovamente preso di mira. Per la terza volta in meno di un anno. Il locale si chiama Kokoriko e si trova nel 17° arrondissement, un quartiere tutt’altro che periferico. A raccontare i fatti è Le Parisien, che ricostruisce una scena quasi surreale, scoperta all’alba dai dipendenti al momento dell’apertura.

Entrando nel ristorante, il personale si è trovato davanti a un interno devastato: tavoli, pareti e pavimenti ricoperti da una sostanza corrosiva. Piatti, posate e bicchieri distrutti, resi inutilizzabili. Ovunque, un residuo biancastro, traccia evidente di una reazione chimica. Durante la notte, un individuo – al momento ignoto – avrebbe spruzzato acido in tutti i locali, colpendo deliberatamente ogni superficie.

Il ristorante Kokoriko colpito da un atto antisemita

 

L’allarme è scattato immediatamente. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco di Parigi, che hanno inviato una squadra specializzata nei rischi CBRN, cioè chimici, biologici, radiologici e nucleari. Parallelamente, i tecnici del Laboratorio Centrale della Prefettura di Polizia hanno prelevato campioni della sostanza per analizzarne la composizione. «Secondo le prime informazioni, il liquido sembra essere un composto chimico acido», ha riferito una fonte della polizia, precisando che solo le analisi di laboratorio potranno fornire certezze definitive.

La Procura di Parigi ha aperto un’inchiesta per danneggiamento di beni materiali con mezzi pericolosi per le persone, aggravato dalla motivazione di odio legata a razza, etnia, nazionalità o religione. Un capo d’accusa pesante: la legge francese prevede fino a 15 anni di reclusione e una multa di 150.000 euro.

Non si tratta, purtroppo, di un episodio isolato. Lo stesso ristorante era già stato bersaglio di due attacchi simili nei mesi precedenti. A ottobre, l’acido era stato lanciato contro l’esterno del locale. Anche allora erano state presentate denunce, ma le indagini si erano concluse senza l’identificazione dei responsabili. Come conferma Libération, il proprietario ha sporto due denunce e si prepara a presentarne una terza per i danni più recenti. Una delle precedenti, riferisce la Procura, «è stata archiviata perché i responsabili non sono stati identificati».

Nel frattempo, il Kokoriko resta chiuso. Prima di poter riaprire, sarà necessaria una complessa operazione di bonifica affidata a una ditta specializzata. I proprietari hanno scelto il silenzio, forse per stanchezza, forse per paura. Un silenzio che pesa quanto l’odore acre lasciato dall’acido.

Uno scenario allarmante

Questo attacco si inserisce in un contesto più ampio e allarmante. Secondo i dati ufficiali, nel 2025 in Francia sono stati registrati 1.320 atti antisemiti (Fonte: Osservatorio Antisemitismo). Un calo del 16% rispetto all’anno precedente, sottolinea il Ministero dell’Interno, ma con una precisazione inquietante: il livello resta storicamente elevato. Gli episodi antisemiti rappresentano oltre la metà (53%) di tutti gli atti antireligiosi registrati nel Paese.

Numeri che non sono semplici statistiche, ma il riflesso di una tensione crescente, percepita ogni giorno da chi vive e lavora in luoghi apertamente identificabili come ebraici. Leader comunitari e associazioni lanciano da tempo l’allarme sulla sicurezza di sinagoghe, scuole e commerci, soprattutto a Parigi.

Così, quella che potrebbe sembrare una “semplice” notizia di cronaca nera diventa il simbolo di un disagio profondo, di un antisemitismo che cambia forma ma non scompare, e che continua a colpire con gesti tanto silenziosi quanto devastanti. E forse è proprio per questo che storie come questa non dovrebbero scivolare via, inghiottite dal flusso incessante delle notizie.

Un’app per segnalare in modo anonimo atti antisemiti

In questo contetso Il CAM ha lanciato una iniziativa utile: Report It, un’app per segnalare episodi di antisemitismo in modo anonimo e in tempo reale. «Non restare in silenzio – si legge sui social dell’associazione: scaricala oggi stesso dall’Apple Store o da Google Play. Guardala. Segnalala. Fermala. Insieme possiamo combattere questo odio».