di Paolo Salom
[Voci dal lontano Occidente] È un personaggio screditato. Meriterebbe senz’altro l’oblio. Eppure credo sia venuto il momento di parlarne. Perché Francesca Albanese, che si fregia del titolo di Inviata dell’Onu per i territori palestinesi occupati, ha un potere reale. Che è quello di far male a Israele e agli ebrei di tutto il mondo.
So bene che in certi casi si farebbe meglio a ignorare i nostri nemici. Talvolta, tuttavia, conoscerli è più utile: almeno si può evitare di farsi prendere dai dubbi di fronte a certe loro uscite. Perché, di fronte agli argomenti e alla passione di un avversario è lecito chiedersi: “Che cosa ci sarà di vero in quel che dice?”. Mentre ad ascoltare le intemerate di questa signora brizzolata che sostiene di essere un’esperta di diritto internazionale, ogni dubbio scorre subito via. Come acqua fresca.
Lei che non ha mai sostenuto l’esame di abilitazione all’avvocatura, è oggi portata in palmo di mano da tutti quei Paesi che hanno fatto dell’odio di Israele l’unica ragione della loro esistenza. Non crediate, neppure per un momento, che il sostegno fornito a questa nostra connazionale – forse l’italiana più nota nel mondo arabo-islamico – sia una conseguenza dell’amore per la “causa palestinese”. Perché Francesca Albanese, con la sua arroganza travestita da diritto è riuscita, al contrario, a riportare indietro e screditare la causa per la quale combatte con tanto ardore.
Perché? Pensate soltanto a una delle sue ultime uscite. A un convegno organizzato da Al Jazeera, la famigerata rete televisiva del Qatar, centro propulsivo della propaganda anti ebraica più becera, parlando insieme a figuri del calibro di Kaled Mashaal, uno dei capi (ancora vivi) di Hamas, la signora Albanese è riuscita a dire, senza alcuna vergogna, che “l’umanità ha un comune nemico”. E indovinate qual è quel nemico? Già, proprio Israele.
Ora, ci sarebbe da sorridere, pensando a quali giganti del pensiero si sia potuta ispirare l’inviata dell’Onu (a proposito: lo sanno alle Nazioni Unite quanta pubblicità negativa origini dalla loro dipendente?). Se non fosse che frasi del genere sono state già dette: prima e durante la Seconda guerra mondiale. Eh sì, proprio dai nazifascisti, i responsabili della tragedia più oscura della storia umana recente. Perché l’ha detta? Pensate forse che non sapesse cosa significano queste oscene parole? Io credo che non ci possa essere alcun dubbio. Il punto è che, per continuare in quel ruolo, ora che la gran parte del mondo civile si sta chiedendo se non sia il caso di licenziarla, a Francesca Albanese serve il sostegno di tutti quei Paesi ai quali la civiltà (intesa come progresso e diritti) non interessa minimamente. Sono gli stessi – e la società palestinese è tra loro – che pubblicano il Mein Kampf di Hitler o i Protocolli dei savi anziani di Sion per metterli in bella mostra nelle vetrine delle librerie.
Dunque, parole pronunciate per captatio benevolentia, come avrebbero detto i latini. Resta però il fatto che alle nostre orecchie certe frasi risuonano per quello che sono: un richiamo allo sterminio. Perché “i nemici dell’umanità” vanno eliminati, ovviamente…o no? E così siamo punto e a capo. Gli ebrei nemici di tutti, gli altri, poverini, vittime di questo minuscolo gruppo umano che da millenni cerca soltanto di farsi i fatti propri e sopravvivere. Qualche giorno fa, finalmente, la Francia ha chiesto le dimissioni di Francesca Albanese per le sue parole vergognose. Non credo che arriveranno. Ma noi, a questo punto, facciamo una piccola previsione. Non sarà Israele a sparire: non ora che è tornato nella sua Patria storica, con diritto e ragione. E se la signora Albanese se ne dispiacerà, noi resteremo del tutto sereni: gli ebrei, nella loro Storia, ne hanno viste di peggio. In questi giorni cade Purim: e noi berremo alla sua salute, cara signora odiatrice.
Foto in alto: Francesca Albanese a Reggio Emilia irride il sindaco e lo bacchetta per aver menzionato la liberazione degli ostaggi israeliani



