di Nathan Greppi
Nuovi linguaggi e forme mutanti dell’antisemitismo di oggi: li enumera e descrive il Report annuale dell’Osservatorio Antisemitismo della Fondazione CDEC. Gli atti contro gli ebrei? 963, contro gli 877 del 2024. Un aumento considerevole.
Dopo i fatti del 7 ottobre 2023, se già nel 2024 si era registrata un’impennata degli episodi di antisemitismo nel nostro paese, nel 2025 la situazione è diventata ancora più grave, evidenziando un trend preoccupante: lo scorso anno, sono stati registrati 963 episodi di antisemitismo, dei quali 643 avvenuti su internet e 320 nel mondo reale. Questi numeri rappresentano un considerevole aumento rispetto agli 877 episodi registrati nel 2024, ai 453 del 2023 e ai 241 del 2022.
Questi sono solo alcuni dei risultati emersi nell’ultima relazione annuale dell’Osservatorio Antisemitismo della Fondazione CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea).
La principale matrice ideologica che ha alimentato l’odio contro gli ebrei nel 2025 è l’antisemitismo legato ad Israele. Con questo si intende il trasferimento di miti antiebraici, quali l’accusa del sangue, il razzismo per elezione e l’odio verso il genere umano, sullo Stato d’Israele e il sionismo. Questa forma di giudeofobia si inserisce spesso in una dimensione legata alle teorie della cospirazione. Si registra anche la presenza di forme di odio antiebraico che includono molteplici sfumature ideologiche (neonazismo, antigiudaismo cristiano, distorsione della Shoah, ecc.).
Un elemento ricorrente è il sempre più diffuso impiego dei “dog whistle”, ovvero di un linguaggio in codice o allusivo nella comunicazione politica, per mascherare i discorsi d’odio contro gli ebrei e renderli socialmente accettabili (ad esempio, emoji di animali, oppure il triangolo rosso utilizzato da Hamas per marchiare i propri bersagli, tutti messaggi comprensibili solo all’interno di determinati sottoboschi estremisti).
Il 2025 evidenzia una normalizzazione dell’odio nei confronti degli ebrei che si manifesta attraverso un numero mai raggiunto prima di graffiti sui muri, sinagoghe e simboli ebraici vandalizzati e profanati, discriminazioni, intimidazioni, minacce e aggressioni fisiche. Il recente sondaggio condotto dal sondaggista Renato Mannheimer, i cui risultati sono usciti sul quotidiano Italia Oggi, ha rivelato che il 14% degli italiani si dichiara d’accordo con l’idea di “espellere tutti gli ebrei dall’Italia”.
Si vanno restringendo in maniera allarmante gli spazi sociali in cui oggi, in Italia, essere ebrei viene ritenuto normale e accettabile, secondo quanto garantito dalla Costituzione. Dalla lettura della relazione dell’Osservatorio Antisemitismo, emerge in maniera evidente la difficoltà di manifestare liberamente la propria identità in diversi ambienti, quali ad esempio università, mezzi pubblici, ospedali, eventi sportivi, ristoranti e alberghi. Andare in giro con la kippah, parlare pubblicamente in ebraico, indossare una catenina con la Stella di David o avere un cognome ebraico può condurre a episodi di marginalizzazione, la privazione di determinati servizi e, talvolta, anche ad aggressioni fisiche.
Si va dalla coppia israeliana cacciata da un ristorante a Napoli agli alberghi a Bari e a Ragusa che hanno respinto le prenotazioni di turisti israeliani, per arrivare a un tassista di Milano che si è rifiutato di far salire una turista israeliana disabile. È stato riportato anche il caso di una studentessa israeliana di una scuola primaria di Firenze, la quale ha subito ripetuti atteggiamenti molesti e discriminatori da parte di un insegnante propal.
In precedenza, il CDEC aveva già pubblicato un rapporto sugli episodi di antisemitismo avvenuti in Italia da gennaio a settembre 2025. Già in quel momento, era emerso che se prima del 7 ottobre 2023 le matrici ideologiche più diffuse dell’antisemitismo erano quelle neonaziste, neofasciste o legate alle teorie del complotto, nei primi nove mesi del 2025 è diventato predominante l’antisemitismo legato a Israele (che rappresentava il 65,9% di tutti gli episodi registrati fino a quel momento).
Inoltre, se tra il 2016 e il 2023 si registravano ogni anno da 0 a un massimo di 5 aggressioni fisiche, queste sono salite a 8 nel 2024 e a 11 tra gennaio e settembre 2025.
La presentazione del Report in Senato
Su iniziativa della senatrice Liliana Segre, il Rapporto verrà presentato presso il Senato della Repubblica Italiana martedì 3 marzo 2026 alle ore 10:30 (Palazzo Giustiniani, Sala Zuccari, Via della Dogana Vecchia 29, Roma). Sarà possibile seguire la presentazione anche in diretta streaming al link https://webtv.senato.it e sul canale YouTube del Senato Italiano (https://www.youtube.com/user/SenatoItaliano).
Per partecipare è necessario accreditarsi scrivendo a cdec@cdec.it
Successivamente sarà possibile scaricare il documento completo sul sito della Fondazione CDEC: www.cdec.it
Rapporto annuale sull’antisemitismo in Italia 2025
A cura di:
Stefano Gatti
Murilo Cambruzzi
Larisa Anastasia Bulgar
Con un contributo di: Sergio Della Pergola
Direttore Responsabile: Gadi Luzzatto Voghera
Programma della presentazione in Senato:
Saluti istituzionali:
Giorgio Sacerdoti – Presidente Fondazione CDEC
Livia Ottolenghi – Presidente UCEI
Pasquale Angelosanto – Coordinatore nazionale per la lotta all’antisemitismo
Milena Santerini – Vicepresidente Memoriale della Shoah
Mattia Peradotto – UNAR
Francesca Romana Capaldo – OSCAD
Saluto della Senatrice Liliana Segre
Gadi Luzzatto Voghera – Direttore Fondazione CDEC
Il Rapporto sull’antisemitismo in Italia 2025: illustrazione e analisi
Sergio Della Pergola – Hebrew University Jerusalem
Atti e discorsi antisemiti in Italia: una valutazione critica (da remoto)
Conclusioni



