“Il Nuovo Giorno”: magnifica serata del KKL per il futuro dei giovani in Israele, con Yuval Raphael

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Foto in alto: Yuval Raphael, foto © Luca De Pauli

di Michael Soncin
Milano ha ospitato, nella sala dello Spazio Antologico, l’iniziativa organizzata dal Keren Kayemeth LeIsrael dedicata alla raccolta fondi per sostenere il futuro di giovani studenti e studentesse in Israele. L’evento presentato dal giornalista Antonino Monteleone è stato impreziosito dalla partecipazione esclusiva della cantante israeliana Yuval Raphael. Una serata indimenticabile

«Cadere, rialzarsi e rinascere ogni volta più determinati di prima. È la nostra storia. Questo ponte non si attraversa stando fermi struggendosi dal dolore. Lo si attraversa con quella straordinaria, indomita resilienza che appartiene al popolo ebraico». Una frase di poche parole che racchiude l’intera essenza che ha animato la serata del KKL di martedì 3 febbraio 2026 nello Spazio Antologico di via mecenate a Milano. A pronunciarla durante il suo intervento è stato Andrea Alcalay, presidente del Keren Kayemet LeIsrael Italia.

Il progetto Tel Hai

I fondi raccolti – ha spiegato Alcalay – sosterranno le borse di studio che permetteranno ai giovani talenti di studiare a Tel Hai in Galilea, un centro di ricerca d’eccellenza che il KKL ha contribuito a creare e a sostenere nelle sue attività e che dallo scorso 22 gennaio è diventato ufficialmente l’University of Kiryat Shmona. «Investire in questa università e nei suoi studenti significa investire nella rinascita di una zona d’Israele periferica, ma vitale, trasformandola in un cuore pulsante di sviluppo per tutta la Galilea».

Il “ponte” di cui parla Alcalay, citato all’inizio del suo discorso, si riferisce al passaggio che parte dal buio sceso su Israele in seguito all’attentato terrorista di Hamas del 7 ottobre 2023, che ha definito «una ferita che ha cambiato per sempre le nostre vite e i nostri calendari», ma che poi ci ha condotto «verso una nuova luminosa alba». Da questa premessa nasce il titolo dell’evento Un Nuovo Giorno, simbolo che la luce deve sempre e poi sempre prevalere sull’oscurità.

Un Nuovo Giorno inizia dai Giovani

«Il 7 ottobre è stato un giorno che ha cambiato la realtà di tutti noi. Dopo due anni di dolore ho capito che era il momento di alzare la testa e guardare avanti. Questa è una cosa che sento molto come israeliana. In Israele siamo cresciuti così, non rinneghiamo il dolore ma non permettiamo che il dolore ci fermi. Ancora di più oggi, con il ritorno dell’ultimo ostaggio si sentiva il bisogno di iniziare a pensare al ‘giorno dopo’.  Abbiamo deciso di chiamare l’evento Un Nuovo Giorno perché rappresentava esattamente ciò in cui aspiravamo, non è quindi uno slogan, ma una scelta: trasformare quello che abbiamo vissuto in azioni concrete. Sono i giovani. È da loro che bisogna partire. Chi può portare un nuovo giorno se non loro? Con la loro energia, forza e coraggio», ha detto Liri Eitan Drai, direttrice del KKL Italia.

Antonino Monteleone, foto © Luca De Pauli

Come ha spiegato il giornalista Antonino Monteleone, c’era un ragazzo di 34 anni, Avichai Barazani, che doveva essere presente per raccontare in prima persona come è coinvolto in questi progetti. Purtroppo, non è venuto perché è stato richiamato dall’esercito. È un riservista ed è dovuto tornare nel fronte. «Un’altra volta mette in pausa la propria vita, i propri progetti per servire il suo paese». Barazani vive nel Nord d’Israele e ha lanciato un progetto che riguarda la salvaguardia delle api, per contrastare il parassita varroa, senza l’uso di pesticidi. «Un esempio concreto di responsabilità ambientale», ha aggiunto Monteleone.

Un’altra ragazza coinvolta nel progetto, che ha portato la sua testimonianza sul palco del KKL, è stata Gili Nachmani, una ricercatrice di 28 anni che studia il macrobioma umano, per trovare delle soluzioni alla base del colon irritabile. Tornare alla normalità, alla comune routine di studio, dopo le mille difficoltà, che studenti e ricercatori promettenti come lei hanno dovuto sperimentare sulla propria pelle: questo è quello che si spera e che si può fare attraverso le borse di studio raccolte dal KKL attraverso le donazioni dei volontari.

In seguito, è intervenuto David Fiorentini, assessore ai giovani della Comunità Ebraica di Milano, che ha parlato dei progetti assieme agli altri ragazzi per aiutare il KKL. «Quello che vogliamo creare assieme è un ponte ideale tra la gioventù di tutto il mondo è la gioventù di Israele, in questo caso con tanti giovani milanesi, che vogliono dare il loro apporto per sostenere i propri coetanei in Israele».

David Fiorentini, foto © Luca De Pauli

E finalmente… Yuval Raphael!

Antonino Monteleone mentre intervista Yuval Raphael, foto © Luca De Pauli

«L’abbiamo vista sul palco come una leonessa. Si è esibita contro una delle più terribili campagne». Così Antonino Monteleone ha presentato la cantante Yuval Raphael, ricordando la sua apparizione sul palco dell’Eurovision 2025, dov’è arrivata seconda e dimostrando grande forza contro chi l’ha attaccata per la sola colpa di essere israeliana.

«Yuval Raphael ha vissuto un dramma in prima persona e, nonostante ciò, ha coltivato messaggi di speranza, pace e amore – nel vero senso della parola – per la sua terra, la sua arte. Ha battuto l’odio, l’infamia il disprezzo, classificandosi al numero due».

«Dopo il 7 ottobre apprezzo molto di più le piccole cose della vita. Penso che non si possa mai cambiare ciò che ti è successo, ma puoi sempre cambiare il modo in cui ti influenzerà», ha detto Yuval Raphael, lei che è sopravvissuta al massacro del Nova Festival.

«Non direi che la mia intenzione era quella di andare all’Eurovision. La mia prima intenzione era solo di non vivere dietro le mie paure e sperare di realizzare il mio sogno: la musica».

«Per otto ore sono stata circondato da cadaveri, ma quei corpi sono bambini che non hanno potuto vivere un altro giorno su questa terra. Non hanno potuto realizzare i loro sogni, e quando sopravvivi a un giorno così, e gli altri no, hai questa sensazione di: perché io e non loro? Se avessi continuato a vivere nella paura e se non avessi fatto valere quel regalo, sarebbe stata una mancanza di rispetto nei loro confronti, verso chi non è sopravvissuto quel giorno», ha detto Yuval Raphael.

Yuval Raphael ha incantato il pubblico esibendosi con il successo cantato all’Eurovision New Day Will Rise, per poi intonare altri due brani e terminare con una splendida performance dell’HaTikvah, l’inno nazionale israeliano, che in ebraico vuol dire “La Speranza”.

Una serata che non ha donato solo emozioni, ma destinata a rimanere scolpita nella memoria dei presenti.

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Yuval Raphael, foto © Luca De Pauli