Ebrei di strada. Anna Kulishoff, la “dottora dei poveri”

Personaggi e Storie

di Ester Moscati

Periferica e “di frontiera”, là dove finisce Milano e inizia Corsico: sarebbe piaciuta a Anja Rosenstein, meglio nota come Anna Kulishoff, la scelta del luogo per la “sua” strada. Intellettuale, femminista, a suo modo sionista, nata a Moskaja, in Crimea, il 9 gennaio 1857 e morta 100 anni fa, il 29 dicembre 1925, Anna era venuta al mondo in una famiglia ebraica illuminata e colta, benestante e in grado di assecondare e sostenere la figlia nel suo desiderio di studiare. Per questo si trasferì nel 1871 a Zurigo, unica città europea che ammetteva le donne al Politecnico, dove studiò Filosofia. Ma la sua vita fu poi sempre impegnata e dinamica, in viaggio per seguire la sua passione politica e i suoi compagni e compagne di battaglie. In Italia, a Napoli, conseguì la laurea in Medicina (con una tesi sulle febbri puerperali) e divenne la “dottora dei poveri”, perché spesso curava coloro che non potevano pagare. Lì conobbe Filippo Turati di cui sostenne il programma socialista.

Kulishoff riteneva che l’emancipazione della donna passasse attraverso il lavoro equamente retribuito. Un obiettivo non ancora raggiunto oggi, nel 2026. “… Mi pare quindi, che solo col lavoro equamente retribuito, o retribuito almeno al pari dell’uomo, la donna farà il primo passo avanti ed il più importante, perché soltanto col diventare economicamente indipendente, essa si sottrarrà al parassitismo morale, e potrà conquistare la sua libertà, la sua dignità ed il vero rispetto dell’altro sesso” (da “Il monopolio dell’uomo”, conferenza tenuta nel Circolo Filologico Milanese, Critica Sociale, 1890). Proprio a Filippo Turati, Anna scrisse, nel dicembre 1917 (anno della dichiarazione Balfour) in polemica con il discorso tenuto in Parlamento dal primo ministro Orlando che: “quanto alla Palestina non trovò che calde parole per la terra santa del redentore, ma si guardò bene dal fare un minimo accenno al popolo perseguitato quasi in tutta l’Europa, che potrà avere un angolo proprio per rifugiarsi da tutti i pogrom, compreso quello dei rivoluzionari russi”. Gli ebrei, il suo popolo.