Cisgiordania

Uno dei palazzi dell'Unione Europea a Bruxelles

L’Unione Europea approva sanzioni contro “coloni” israeliani in Cisgiordania

Mondo

di Anna Balestrieri
Secondo informazioni riportate dalla stampa israeliana, le sanzioni riguarderebbero quattro organizzazioni legate al movimento dei coloni — Amana, Nachala, Hashomer Yosh e Regavim — oltre a tre individui: Daniella Weiss, Avichai Suissa e Meir Deutsch. Le misure comprenderebbero congelamento dei beni e divieti di ingresso nell’Unione Europea.

Gaza e Cisgiordania, due opinioni pubbliche diverse

Mondo

di Davide Cucciati
Il dato più rilevante riguarda infatti le preferenze sul futuro del conflitto. Il 59% dei palestinesi indica la soluzione a due Stati come opzione preferita, in aumento rispetto al 2023. Il sostegno è più alto a Gaza, dove raggiunge il 64%, contro il 56% in Cisgiordania. Un risultato che contraddice l’idea di una radicalizzazione uniforme dopo la guerra, pur senza implicare automaticamente un’apertura alla normalizzazione con Israele.

Gaza, fondi Ue e ombra Hamas: il Parlamento chiede verifiche

Mondo

di Anna Balestrieri
La sezione 31 cita documenti interni sospettati di appartenere ad Hamas, datati tra il 2018 e il 2022, trovati originariamente dalle Forze di difesa israeliane nella Striscia di Gaza. Quei documenti indicherebbero presunti tentativi di infiltrazione e monitoraggio attraverso “garanti” collegati a Ong internazionali, anche in progetti umanitari sostenuti dall’Ue.

materiale ritrovato nell'operazione antimafia in Cisgiordania (foto polizia israeliana)

Cisgiordania: operazione su larga scala contro una rete criminale

Israele

di Nathan Greppi
Gli arresti sono avvenuti dopo una lunga indagine sotto copertura che vedeva i membri dell’organizzazione criminale essere sospettati di estorsioni, utilizzo di esplosivi e legami con gruppi terroristici. I sospettati sono accusati di aver estorto milioni di shekel ai palestinesi della Cisgiordania, ricorrendo a minacce o attacchi esplosivi a fini intimidatori.

Netanyahu vola da Trump, ma è un nulla di fatto

Mondo

di Anna Balestrieri
L’incontro alla Casa Bianca tra il presidente statunitense e il premier israeliano si è chiuso senza conferenze stampa, senza dichiarazioni congiunte e senza annunci di rilievo. Un silenzio che pesa, soprattutto perché il colloquio avveniva in un momento di fortissime tensioni regionali.

Attacco a Gush Etzion: un morto e tre feriti. Hamas elogia l’azione

Israele

 di Anna Balestrieri – Gerusalemme
La persona uccisa è un uomo sulla trentina. Tra i feriti si trova una donna in condizioni gravi, trasferita all’ospedale Hadassah Ein Kerem dove è stata sottoposta a un intervento chirurgico specializzato. Altre due persone — un uomo di circa 30 anni e un ragazzo di 15 — sono ricoverate in condizioni buone e moderate rispettivamente, secondo lo Shaare Zedek Medical Center.

Hamas

Disarmo di Hamas? Più della metà dei palestinesi è contraria

Mondo

di Davide Cucciati
Secondo l’ultimo sondaggio del PSR, il sostegno all’attacco del 7 ottobre rimane maggioritario, con oltre il 50% degli intervistati favorevoli. L’appoggio resta alto in West Bank e torna a crescere anche a Gaza. Il sostegno al disarmo di Hamas è rifiutato dall’85% degli intervistati in West Bank e il 55% a Gaza.  La maggioranza assoluta degli intervistati non crede che Hamas abbia compiuto le atrocità riportate dai media internazionali il 7 ottobre.

Attacco terroristico sventato: bombe su cinque autobus, esplosioni coordinate previste per questa mattina. Sfiorata la strage

Israele

di Anna Balestrieri
Gli ordigni, ognuno contenente 5 kg di esplosivo, erano programmati per detonare contemporaneamente nella mattinata di oggi 21 febbraio. Arrestati tre sospetti, tra cui un cittadino israeliano. Allerta massima nei trasporti pubblici. Su uno degli ordigni non detonati è stato trovato un messaggio con la scritta: “Vendetta da Tulkarem”.

Presidenza Trump, giorno uno: stop alle sanzioni di Biden contro i residenti in Giudea e Samaria

Mondo

di Ludovica Iacovacci
Lo scorso febbraio, Biden aveva firmato un ordine esecutivo che dichiarava un’emergenza nazionale per affrontare la “minaccia posta dalla situazione in Cisgiordania, tra cui in particolare alti livelli di violenza dei coloni estremisti, lo spostamento forzato di persone e villaggi e la distruzione di proprietà”, imponendo sanzioni a coloro che erano considerati coinvolti in tali azioni.