Eurovision, l’israeliana Netta Barzilai arriva in finale, nonostante il boicottaggio BDS

Spettacolo

di Roberto Zadik
Candidata finalista alla prestigiosa gara canora dell’Eurovision che si terrà sabato sera, 12 maggio, la brava cantante israeliana Netta Barzilai, nei giorni scorsi è stata vittima sul web  di un violento boicottaggio da parte degli attivisti del movimento Bds (Boycott, Dinsinvestment and Sanctions). A darne notizia i siti Ynet e Times of Israel che hanno descritto la pesante campagna denigratoria ai danni della vocalist, avvenuta attraverso vari manifesti e scritte che la rappresentano in foto con indosso una uniforme navale quando era arruolata nella Marina Militare nel 2014 accusandola di “essere parte con le sue canzoni del massacro di Gaza”.

Nata a Hod HaSharon il 22 gennaio di 25 anni fa, decisa, sicura di sé, eccentrica, vestita con un colorato Kimono alla giapponese, la vocalist ha vissuto con la sua famiglia per quattro anni in Nigeria, imparando ritmi e suggestioni africane per poi studiare canto jazz alla Rimon Jazz School e diventare un fenomeno che attualmente sta spopolando fra i giovani dello Stato ebraico.

Nonostante questo la cantante, determinata verso il successo e in concorso con la sua scatenata “Toy” (Giocattolo) ,inno alla libertà delle donne, ha ribadito di “sentirsi pronta per la semifinale”, gareggiata martedì 8 maggio, augurandosi, come ha detto “di far ballare tutta l’Europa con la sua musica”  e definendosi “molto contenta di partecipare a questa competizione”.  Dotata di carisma e di una voce potente, nel 2017 la cantante si è fatta notare con canzoni come “Rude boy” di Rihanna nella trasmissione “Kohav Haba” (Prossima stella).

Le recenti notizie si sono soffermate sul ripetuto tentativo di boicottaggio dei membri del Bds che hanno invitato, sia in inglese che in ebraico “a non assegnare nessun punto a Israele e a questa canzone che viene da uno Stato dove c’è l’Apartheid”. “Ricordatevi i bambini di Gaza e date alla Barzilai zero punti” hanno tuonato in rete le proteste Bds aggiungendo che  “se vincesse  con la sua canzone converrebbe molto a Netanyahu e al Governo israeliano”. Parole molto pesanti alle quali però la cantante non ha reagito.

A Lisbona, infatti, dove avverrà la serata, la cantante si sta preparando apparentemente incurante delle polemiche contro di lei e il suo Paese e concentrata su questo potente brano femminista che, citando “Wonder Woman” la cui protagonista ultimamente è stata impersonata dall’attrice israeliana Gal Gadot, sentenzia audace “non sono il tuo giocattolo stupido ragazzo”.

Tutto pronto per sabato sera, in attesa della gara e del voto della giuria e degli spettatori  che formuleranno la loro decisione, seguendo o meno le polemiche scatenate da Bds. Non è la prima volta che la musica israeliana arriva  a competizioni di alto livello come l’Eurovision: nel 1998 la trasgressiva Dana International aveva vinto la gara con il suo travolgente successo dance “Diva”.

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