Rav Yeshua Haddad, dal Marocco a Milano, sulle orme del Baal Shem Tov

di Redazione

A un mese dalla scomparsa di Rav Yeshua Haddad z’tz’l, un ricordo della sua straordinaria avventura umana e spirituale

Rav Yeshua Haddad z’tz’l, uno dei più rinomati rabbini Chabad in Europa e una delle colonne portanti della Comunità ebraica, persona di altissimo livello culturale e profonda umanità, che ha guidato per tanti anni il Tempio Orientale di via Guastalla a Milano, è mancato a 81 anni, il 31 ottobre, 12 Cheshvan 5778, a Gerusalemme, dove viveva da tempo.

Era nato nel 1936 da Mahlouf e Iza Haddad, in una piccola città tra le montagne del Marocco orientale; la sua era una famiglia osservante la Torà e dopo l’apprendimento iniziale a casa, all’età di 11 anni il giovane Yeshua, che aveva già dimostrato attitudine allo studio, fu mandato, con un carro trainato da cavalli, a Casablanca. Lì infatti era stata da poco fondata una Scuola di Torà dagli emissari di Chabad. Ben presto però la sua passione per l’approfondimento della conoscenza biblica lo portò a trasferirsi nella città di Meknes, conosciuta come la “Gerusalemme del Marocco”, dove studiò nella yeshivah Chabad fondata da Rabbi Michoel Lipsker, il primo emissario Chabad in Marocco. Ebbe lì la possibilità di studiare anche con il grande  Rabbi Baruch Toledano.

In un’intervista al Jewish Educational Media (JEM), Rav Yeshua Haddad raccontò: «Sono andato lì e ho scoperto ciò che amavo. Abbiamo imparato Talmud e Chassidut, Torà e lo Yirat Shamayim. Il rabbino Lipsker ci ha insegnato come avvicinare gli ebrei al chassidismo, le vie del Baal Shem Tov».

All’età di soli quattordici anni ricevette l’attestato di esperto shochet (macellaio rituale kosher), una designazione che di solito non viene attribuita a nessuno sotto i vent’anni.

A metà degli anni ’50, Yeshua Haddad andò con un gruppo di otto ragazzi a studiare alla Yeshivà Tomchei Tmimim Lubavitch a Brunoy, in Francia, sotto la direzione di Rabbi Nissan Nemanov, che aveva insegnato a molte migliaia di studenti durante la sua vita ed era famoso per la sua devozione e fede. Haddad rimase lì per sette anni. In seguito avrebbe ricordato quegli anni con nostalgia: «Non avevamo nulla da mangiare, – disse – ma oh, abbiamo imparato diligentemente».
Durante quel periodo, quando il famoso Rabbino Kabbalista Israel Abuhatzeira (il Baba Sali) visitò la Francia, passò il mese ebraico di Elul e i Moadim di Tishrì come ospite di Rabbi Nemanov. Per due anni consecutivi, Yeshua Haddad fu scelto per essere il suo chavruta, il suo compagno di studio, per quelle settimane tra le quattro e le sei del mattino. Mentre ascoltava il suo giovane compagno di studio leggere gli insegnamenti del rabbino Shneur Zalman di Liadi, il famoso cabalista esclamò in arabo: “Rabbi Zalman, come sei salito così in alto per consegnarci gioielli così preziosi?”. I due uomini rimasero vicini per anni. Haddad visitava spesso il Baba Sali in Israele, unendosi a lui per i pasti e altre celebrazioni.

Mentre si trovava in Francia, Yeshua Haddad scrisse al Rebbe Menachem M. Schneerson che gli sarebbe piaciuto studiare al Central Yeshiva Tomchei Tmimim Lubavitch presso la sede mondiale di Lubavitch al 770 Eastern Parkway nel quartiere di Crown Heights a Brooklyn, New York. Il Rebbe acconsentì alla sua richiesta e nel 1958 Haddad arrivò sulla costa degli Stati Uniti sulla Queen Elizabeth. Lì, il giovane ricevette la sua ordinazione rabbinica dal Rosh Yeshivah, il rabbino Yisrael Yitzchak Piekarsky, che riferì al Rebbe “Non ho mai visto uno studente di tale livello negli ultimi 10 anni”. Il Rebbe quindi ordinò a Yeshua di studiare per il grado rabbinico avanzato di dayanut. Per tutto il tempo degli studi, Haddad mantenne se stesso e la sua famiglia lavorando come shochet a Boston e in altre comunità. Al termine dei suoi studi, quattro anni dopo, gli fu chiesto di partire per Milano a dirigere la crescente comunità ebraica sefardita, unendosi agli emissari Chabad Rabbi Gershon Mendel Garelik e al rabbino Moshe Lazar. Nel 1962, Haddad sposò Rachel Maman, nata a Casablanca ma che viveva in quel periodo in Francia. «Il Rebbe si è preso cura di me proprio come un vero padre», disse poi Rav Haddad.

Per i successivi cinquant’anni, Rav Yeshua Haddad z’tz’l è stato rabbino della Sinagoga sefardita orientale di Via Guastalla, accogliendo – negli anni Sessanta –  i profughi ebrei dai Paesi arabi che giungevano in massa a Milano, dopo aver perso tutto e con la lacerante sensazione del distacco dal proprio mondo di origine. Rav Haddad, con la sua calorosa accoglienza e grazie anche alle sue origini marocchine, seppe farli sentire a casa, dando loro conforto, speranza, coraggio e un valido appoggio, diventando un punto di riferimento.

Si impegnò anche nel campo delle certificazioni kosher a Milano e altrove in Italia, ma soprattutto diede vita a una rete di Talmud Torà operante in cinque diverse sedi, educando quasi duecento bambini. «Una volta ho portato un album di fotografie al Rebbe, mostrandogli gli studenti delle scuole di Torà che avevo organizzato in tutta la città, 193 studenti in totale – raccontò nella sua intervista a Jewish Educational Media. – Ho scritto i nomi di tutti i bambini e i nomi delle loro madri, oltre ai nomi degli insegnanti e il programma. Il Rebbe lo studiò per un po’, leggendo ogni nome. Guardai la faccia del Rebbe e vidi che era pieno di gioia e orgoglio».

 

Negli ultimi anni Rav Haddad ha vissuto in Israele, dove ha mantenuto stretti vincoli di amicizia con l’attuale rabbino capo di Tel Aviv Shlomo Amar, anch’egli  diplomato nelle scuole Chabad in Marocco. Lascia la moglie, Rebbezin Rachel Maman, i figli e molti nipoti e pronipoti.

Baruch Dayan HaEmet

(Nella foto, Rav Haddad celebra il matrimonio di Nissim e Silvia Hafez, a Milano, nel 1962)

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