Il progetto Taglit ispira altre diaspore

di Nathan Greppi

Studenti ebrei in Israele con il programma Taglit-Birthright

Studenti ebrei in Israele con il programma Taglit-Birthright

Il 20 Luglio, Samantha Martin ha attraversato l’oceano assieme ad altri 19 ragazzi per passare due settimane nella terra dei suoi antenati. Imparerà molte cose sulla loro lingua, la cultura e la religione, e visiterà molte città e siti storici, e tornerà negli Stati Uniti più attiva che mai nella sua comunità.

Per coloro che l’hanno fatto, questo sembrerebbe un viaggio in Israele dell’organizzazione Taglit-Birthright. Ma non è cosi. Samantha si è diretta in Irlanda, che è solo uno dei tanti paesi le cui diaspore vorrebbero imitare l’esempio del Taglit, che ogni anno porta in Israele molti giovani ebrei da tutto il mondo per riscoprire le loro radici.

Secondo Tablet Magazine molte comunità di oriundi armeni, greci, macedoni, ungheresi e cubani hanno fondato dei programmi per far visitare ai giovani le loro terre d’origine. Ogni programma possiede caratteristiche proprie, ma tutti si ispirano al successo del Taglit israeliano.

L’importanza delle comunità diasporiche è stata ribadita da un analisi di Kingsley Aikins, presidente di Diaspora Matters, una compagnia di consulenza irlandese specializzata in tematiche legate alla diaspora. Attirare tali comunità richiede un enorme flusso di denaro, persone e conoscenza attraverso confini e oceani. Aikins sostiene che le comunità, per sopravvivere, devono poter stare al passo con i tempi e assicurarsi che il coinvolgimento dei giovani rimanga costante attraverso le generazioni.

Organizzato dal Dipartimento per gli Affari Esteri Irlandese e dall’Irish Institute of Study Abroad, il Global Irish Summer Camp porterà molti americani di origine irlandese come Samantha nella loro terra d’origine. Niamh Hamill, il principale istruttore del campo, spera che gli studenti scopriranno le loro radici affinchè “le future generazioni all’estero mantengano i legami che sono stati attentamente mantenuti dalle generazioni passate”.

La Martin non avrebbe mai pensato di poter passare un’estate in Irlanda. “Sapevo di avere origini irlandesi” ha dichiarato, ma questa è la prima volta che vi mette piede. Dopo che la famiglia aveva fatto una ricerca online sulla discendenza, aveva scoperto che il suo trisnonno era nato in Irlanda nel 1861.

Tuttavia il programma è solo nel suo primo anno, e solo 20 ragazzi sono stati ammessi. Il programma Taglit, invece, ha portato in Israele 500.000 ragazzi ebrei provenienti da 66 paesi dal 1999 ad oggi, di cui 45.000 solo nel 2015.

L’Irlanda ha mostrato un particolare interesse verso le sue comunità negli USA: infatti, il numero di americani di origine irlandese è sette volte l’intera popolazione dell’Irlanda, e sono il terzo gruppo etnico del paese. Tuttavia questo gruppo rischia di perdere ogni legame con le proprie radici dopo decenni di assimilazione.

Negli ultimi anni, molti leader della Comunità Diasporica Irlandese hanno predicato la creazione di un programma analogo a quello israeliano. Per gli irlandesi, quello del Birthright è considerato un ottimo modello per educare i più giovani.

Ovviamente la diaspora ebraica e quella irlandese presentano molte differenze. Mentre molti irlando-americani si identificano etnicamente come irlandesi, molti ebrei non hanno origini israeliane né mediorientali. Ma l’ambasciatore israeliano in Irlanda Zeev Boker sostiene che le due diaspore hanno più somiglianze che differenze: entrambe sono di diversi milioni, e sono molto diffuse negli Stati Uniti, soprattutto in grandi città come New York e Boston.
Questi progetti non sono circoscritti all’Irlanda o a Israele: il Birthright Armenia, per esempio, è stato fondato nel 2003, e tra i programmi ispirati al Taglit è probabilmente quello che ha avuto più successo. Linda Yepoyan, direttrice esecutiva del programma, ha affermato di essere riuscita a coinvolgere oltre 1200 persone provenienti da 38 paesi, e tra queste circa una settantina si è trasferita in Armenia a livello permanente.

Un altro programma di viaggi che ha riscosso successo è il Heritage Greece, che cerca di portare i membri più giovani delle comunità greco-americane a riscoprire la loro identità e a non perdere il loro background culturale. Art Dimopoulos, a capo del progetto, ha raccontato di uno studente ebreo greco che ha partecipato sia al Heritage greece che al Taglit-Birthright.

Oltre a questi esistono tanti altri programmi ispirati al Taglit israeliano, diffusi prevalentemente tra le varie diaspore negli USA e in Canada. Lo stesso purtroppo non si può dire per la diaspora italiana: infatti, nonostante vi siano enormi comunità di origini italiane sia nel Nord che nel Sud America, esse sembrano non essere particolarmente interessate a finanziare viaggi per rinsaldare il legame con le loro origini. Ma forse un giorno, allo stesso modo di Samantha, una ragazza italoamericana si ritroverà a fare un viaggio per riscoprire le proprie origini.

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