Limmud Italia, buona la prima

di Ester Ilaria Ramazzotti

“Tutti devono imparare, tutti possono insegnare”. Alla luce di questo principio si sono aperti il 1 giugno, con grande successo di pubblico e di partecipazione, i lavori del Limmud Italia Day, evento in calendario a Firenze l’1 e il 2 giugno. Un centinaio di partecipanti hanno riempito le sale del Centro La Pira di via De’ Pescioni, nel cuore del capoluogo toscano, per prendere parte all’appuntamento nazionale dedicato all’educazione ebraica in tutte le sue forme e aperto a persone di ogni età e background.

L’evento è stato organizzato da Limmud Italia, ramo italiano di Limmud International, l’organizzazione fondata in Gran Bretagna nel 1976 e attiva in trentotto nazioni in accordo con il motto: “Ovunque vi troviate, Limmud vi porterà un passo avanti nel vostro cammino ebraico”. “Siamo ispirati, guidati, gestiti da volontari e impegnati a utilizzare l’energia di persone della collettività ebraica – spiega il Comitato Organizzativo Limmud Italia, promotore della due giorni di studio -. Partecipazione, approccio attivo e volontariato sono gli elementi chiave di Limmud Italia”, all’insegna di “un nuovo modo ebraico di stare insieme tra diversi”.

Oltre 25 sessioni di studio, molte delle quali in contemporanea e della durata media di un’ora, si sono susseguite nel corso della giornata offrendo la possibilità di scegliere fra numerosi e differenti argomenti di carattere ebraico, dall’attualità alla storia, dallo studio della Torah ai temi di identità e vita ebraica. Libertà e varietà hanno caratterizzato anche la metodologia e gli approcci di apprendimento e di comunicazione proposti, spaziando dalla lezione, alla chevruta, al workshop, al dibattito, all’espressione artistica e teatrale.

“Un fitto programma di presentazioni su un’ampia varietà di tematiche connesse con la cultura ebraica, ma il successo dell’evento dipenderà da voi – ha augurato ai partecipanti Sandro Servi del Comitato organizzativo Limmud Italia -. Voi potrete decidere di creare quell’atmosfera di interesse, di curiosità intellettuale, di rispetto, di amicizia che caratterizza le attività di Limmud nel mondo”.

“Il Limmud Italia Day non è un evento accademico – ha aggiunto Servi -: vi partecipano professori, rabbini, artisti, educatori, persone comuni, ma ci si viene per informare, comunicare, ascoltare, scambiare esperienze con semplicità. Chi è abituato ad arrivare, tenere la propria allocuzione e ripartire avendo sentito le sue parole, potrà forse sperimentare il piacere di ascoltare gli altri e di imparare qualcosa di nuovo. Limmud è una comunità di studio che offre la possibilità di riflettere, di crescere insieme. Si apprezzano le diversità, si ampliano gli orizzonti, si discute le Shem Shammaim”.

La prima giornata
Tante le attività proposte nel corso della prima giornata di Limmud Italia Day. Fra queste, le lezioni di rav Pierpaolo Punturello sul consiglio e ordine ‘lo tov’, ripetuto due volte nel Pentateuco, quella di Gadi Piperno Corcos, su significato e interpretazione dei testi sacri, e quella di rav Scialom Bachbout basata su una storia raccontata nel Midrash.

Passando a temi storici, Myriam Silvera ha illustrato l’esperienza di una comunità sefardita insediatasi a Londra nel 1600, mentre Daniel Stein Kokin ha trattato il tema della scrittura ebraica quale aspetto nei rapporti fra ebrei e cristiani nel Medioevo e nel Rinascimento; Walter Rossi ha invece parlato della partecipazione degli ebrei al Risorgimento italiano.

Sempre sul piano storico, Laura Sedda Bordon ha sviluppato il tema della riforma, dell’emancipazione e dell’illuminismo ebraico in Germania. Per quanto riguarda la storiografia più recente, Sandro Servi ha presentato l’analisi di due targhe ritrovate a Firenze, risalenti agli anni 1942-1944, che dimostrano la ferocia della persecuzione antisemita in città. Un’intervista con Carmela Iannacone, Alisa Luzzatto Bidussa e Luigi Rubino ha fatto invece rivivere, attraverso ricordi personali, le vicende degli ebrei di San Nicandro.

In ambito filosofico, l’importanza del pensiero di derivazione ebraica nell’età contemporanea è risuonata attraverso le tre declinazioni dell’etica di Jonas, Levinas e Nussbaum, a cura di Carmen del Monte. Inoltre, è stato introdotto da Shemuel Lampronti l’argomento dell’eternità del mondo secondo Maimonide.

Un dibattito con Ilana Bachbout, Miriam Camerini, Shulamit Furstenberg, Martina Loreggian e Nizah Stein Kokin ha delineato l’esperienza di lettura del testo biblico e dell’ascolto della propria voce di donna in sinagoga. Prospettive femminili hanno caratterizzato anche la presentazione di David Piazza, incentrata su alcune donne descritte nel Talmud, e lo studio in chevruta suggerito da Nizah Stein Kokin sulla figura di Serah bat Asher.

Non è mancato il settore letterario. Una chiave di interpretazione e di insegnamento della Divina Commedia, dal punto di vista di una insegnante ebrea, è stata proposta da Anna Segre. Guido Vitale, attraverso il romanzo di Dasa Drndic, ha riaperto la strada della memoria viva dei seimila nomi degli ebrei italiani deportati durante la Shoà.

Sul versante dell’identità ebraica e del legame con Israele, Stefano Jesurum ha mostrato intrecci e connessioni fra Diaspora ed Heretz, mentre Daniele Radzik ha ripercorso la via di Theodor Herzl verso la realizzazione del sogno di un intero popolo. Davide Saponaro ha intrapreso un viaggio in canto fra i piyyutim di diverse tradizioni, e Nardo Bonomi Brawerman ha elencato fonti e specificità della genealogia degli ebrei delle comunità italiane.

Arrivando a temi di stretta attualità, rav Roberto della Rocca e Sara Cividalli hanno riflettuto sulle leadership, il rabbinato e le comunità che vorremmo. Il tema della leadership è stato trattato anche da Kevin Sefton, a partire dal biblico Moshè fino ad arrivare a Ariel Sharon.

L’attuale esodo di migliaia di profughi e rifugiati dall’Africa e dal Medio oriente verso l’Europa, con le relative implicazioni, sono state delineate da Sima Mottale.

Altro aspetto caratterizzante il mondo d’oggi, la comunicazione attraverso il web e i social network, è stata al centro del dibattito suscitato da Rossella Rachel Tercatin.

I rapporti fra ebraismo e scienza sono invece traspariti nella presentazione di Adam Miles Lewis e in quella di Robby Berman, quest’ultima sul tema della donazione degli organi.

Hanno accompagnato i lavori l’esposizione della mostra di pannelli didattici “Momenti di vita ebraica a Firenze”, a cura di Sandro e Silvia Servi, e la proiezione di un cortometraggio anonimo girato a Gerusalemme negli anni Trenta, casualmente ritrovato e acquistato su e-bay. E’ in programma anche la visione di un film muto tratto da un racconto di Shalom Aleichem, con la regia di Alecsander Granowskij.

In serata, in conclusione dei lavori, lo spettacolo “Un grembo, due nazioni, molte anime” di e con Manuel Buda e Miriam Camerini, che ha percorso in musica e parole la storia degli ebrei in Italia, dai secoli dei ghetti all’emancipazione e all’Unità.

La seconda giornata
È iniziata tra le vie del centro storico di Firenze la seconda giornata di studio di Limmud Italia Day, lungo un percorso a piedi snodato tra i luoghi ebraici della città, con la guida di Giovanna Bossi. Ma la seconda parte dell’evento è cominciata anche con la musica delle danze tipiche d’Israele condotte da Nancy Lippmann, con una presentazione della politica estera israeliana a cura di Maria Grazia Enardu e con una sessione interattiva su antisemitismo ed educazione dei giovani proposta da Nathan Servi.

I lavori sono continuati con presentazioni e dibattiti storici e d’attualità. Aspetti e fasi della modernità ebraica, dall’emancipazione ad oggi, sono stati delineati da Bruno di Porto in una lezione su indirizzi e sviluppi della storia del popolo ebraico. Ancora a proposito di storia recente e meno recente, Bruno Segre ha portato l’attenzione sulle vicende delle donne del Muro e della loro lotta per fare della preghiera al Kotel di Yerushalaim un diritto e non un privilegio.

Silvia Bemporad Servi, infine, attraverso fotografie e un diario, ha ricostruito la vita di un ebreo fiorentino a cavallo fra le due guerre mondiali, il fascismo e la ricostruzione.

Bilancio positivo e l’augurio di una prossima edizione
Si è conclusa con soddisfazione, nell’atmosfera conviviale che l’ha caratterizzata, la prima edizione di Limmud Italia. Soddisfazione per il risultato raggiunto, per i 100 partecipanti arrivati da città italiane e dall’estero, ma anche per l’impegno collettivo che ha permesso l’apertura dei lavori. Così nelle parole di ringraziamento di Sandro Servi, chair del Comitato organizzativo.

“Non ci si aspetterebbe che il Cohen Gadol circoli fra la gente comune occupandosi di problemi quotidiani e che insegni l’alfabeto agli illetterati – ha poi riflettuto Sandro Servi citando commenti rabbinici sulla parashà del prossimo Shabbat -. Eppure la grandezza di Aron era simile soltanto alla sua umiltà. Secondo il midrash era un uomo del popolo, impegnato a restaurare l’amicizia fra i litiganti, a insegnare la preghiera, a spiegare la Torah a chi non la sapeva studiare e, per quanto a spiritualità fosse paragonabile a Mosè, nutriva un’umiltà che gli permetteva di rimanere al suo posto”. Nel suo compito di accendere la lampada nel Santuario, come recita il testo biblico, “lui non cambiò”.  Secondo un commento chassidico – ha proseguito Sandro Servi -, “lui non cambiò atteggiamento e carattere. Vorrei così che tutti noi traessimo una lezione da questo commento. I valori di Limmud vanno in questa direzione. Tutti noi abbiamo delle responsabilità e anche dei ruoli, ma qualsiasi ruolo assumiamo, possiamo imparare da Aron a restare in mezzo al popolo, preoccupandoci delle esigenze personali di ognuno, cercando di fare giustizia, appianare le liti, insegnare. È  il primo appuntamento in Italia, ma vogliamo che, con questo spirito e con la partecipazione dei volontari, Limmud possa continuare”.

“Ho molto sentito parlare del Limmud come nuovo modello di studio e di socialità ebraica – ha scritto il presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane Renzo Gattegna, in un messaggio di saluto per la sua assenza dovuta a impegni internazionali -. Aprire la strada a nuove maniere di stare insieme e a nuove e più attuali forme di conoscenza e di studio è la priorità di un ebraismo italiano che per garantire il proprio futuro e tener fede a una gloriosa identità plurimillenaria deve affrontare con coraggio il cambiamento e contemporaneamente deve restare fedele alle proprie radici. Grazie, a nome di tutti gli ebrei italiani, per il vostro impegno – ha aggiunto Renzo Gattegna -. Grazie alla meravigliosa comunità ebraica di Firenze che vi apre le porte”.

Un saluto collettivo ha concluso il Limmud Italia Day 2014 sulle note degli inni nazionali italiano e israeliano. Appuntamento alla prossima edizione, all’insegna dello studio e del cammino ebraici in tutte le loro diverse sfumature.

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