Chanukkà, festa di Naar Israel e inaugurazione del nuovo Kolel in via Guastalla

Feste/Eventi

di  Roberto Zadik

La grande festa ebraica di Chanukkà è iniziata quest’anno il 12 dicembre, 25 Kislev,  accompagnata dalle tradizionali cerimonie di accensione del primo lume. Dopo le due accensioni pubbliche della Chanukkià, in Piazza San Carlo organizzata da OGL  (Organizzazione Giovanile Lubavitch)  e davanti alla Stazione di Cadorna da Naar Israel, con discorsi, musiche e le deliziose Sufganiot, successivamente presso la Sinagoga di via Guastalla è stato inaugurato ufficialmente il nuovo Kolel di studio, partito dal mese di novembre. Una serata molto intensa e partecipata che ha coinvolto numerose personalità comunitarie e istituzionali milanesi.

Piazzale Cadorna: Tutto è cominciato alle 18, quando davanti alla scultura  “Ago e filo”, ha avuto luogo l’accensione della Chanukkià organizzata dalla famiglia Elmaleh e dal Centro Culturale Naar Israel. Presenti diverse autorità cittadine e comunitarie. Dall’assessore alla Cultura comunitario Davide Romano, all’assessore alla Cultura del Comune, Filippo Del Corno, fino agli ambasciatori statunitense e canadese in Italia. Ad aprire la serie di interventi, condotti da Vittorio Bendaud, è stato il Rabbino Capo, Rav Arbib che ha sottolineato quanto il messaggio di questa festa sia ricordare che “è stata una lotta per rimanere se stessi, una costante nella tormentata storia del popolo ebraico caratterizzata da persecuzioni fisiche e religiose. Non siamo mai stati un popolo di conquistatori e a differenza di altri, non abbiamo mai avuto un esercito o un apparato militare e a Chanukkà abbiamo dovuto combattere una battaglia spirituale più che fisica. Infatti gli ebrei hanno inaugurato il Santuario di Gerusalemme salvandolo dai Greci che tentavano in ogni modo di profanarlo. Gerusalemme è la città dell’armonia e della pace e la sua radice terminologica è Ir Shalem  e dobbiamo ricordarcene ogni volta”.

In seguito l’assessore Del Corno  ha sottolineato il gemellaggio fra Milano e Tel Aviv portando i saluti del Comune e del Sindaco Giuseppe Sala e mettendo in luce che questo annuale appuntamento  in Cadorna coincide con le feste del calendario italiano e che trattandosi di un periodo di feste, “auspichiamo e desideriamo più che mai la pace e il rispetto reciproco” . Molto efficace l’intervento di Vittorio Bendaud che ha enfatizzato come “Chanukkà e la parola Chinuch (educazione) abbiamo la stessa radice e nella tradizione ebraica sono fondamentali l’educazione, gli insegnamenti, la cultura che ci mandano avanti nella storia visto che siamo una minoranza assoluta rispetto alle due maggioranze come islam e cristianesimo. Siamo sempre stati pochi e Chanukkà ricorda la forza dei pochi contro i molti, dei deboli contro i forti”. In conclusione dopo i saluti dell’Ambasciatore americano e di quello canadese, Davide Romano, assessore alla Cultura della comunità, ha ricordato quanto la città di Gerusalemme a Chanukkà fosse a rischio come tante altre volte nella storia e che ad essa e alle sue vicissitudini si  sono ispirati vari poemi come “La Gerusalemme Liberata” di Torquato Tasso. L’assessore ha aggiunto che “dal 1967 è diventata la Gerusalemme libera e speriamo che ci sia presto una pace duratura in quella città”. Dopo i discorsi è stata la volta dell’accensione dei lumi da parte di Rav Elmaleh e famiglia con musica, allegria e distribuzione in piazza dei tradizionali Sufganiot ai presenti.

Al Tempio Centrale di via Guastalla: Poco dopo presso il Tempio Centrale si è tenuta l’inaugurazione del nuovo Kolel che, attivo già dai primi di novembre, è stato aperto ufficialmente col programma definitivo davanti a un gran numero di autorità comunitarie e di ebrei milanesi. Presentato dal Rabbino Capo, il Kolel è stato definito da lui come “una grande opportunità di studio e crescita dove i singoli ogni giorno possono studiare collettivamente o individualmente Torà e testi vari, grazie alla buona volontà di quattro Avrechim sempre a loro disposizione a seconda delle specifiche necessità di ognuno.” Prima della cena, ci sono stati vari discorsi e derashot di Rav Arbib, Rav Della Rocca, e i discorsi di due dei tre Avrechim, Rav Levi Shaikevitz e Jonathan Schulz, appena arrivato a Milano e da poco impegnato nell’affiancare gli altri due suoi colleghi. Da segnalare il discorso del co-presidente Besso che si è definito “molto orgoglioso di questo nuovo Kolel che spero avvicini sempre più ebrei allo studio della Toraà e alla religione; che la pace torni, da Gerusalemme, a New York a Goteborg”.

Fra i discorsi Rav Arbib ha ringraziato i parnassim e tutte le persone grazie “ai quali questo Kolel è stato possibile come Zvi Blechstein, Sara Modena o Paola Boccia e a tutti quelli che si sono impegnati per questa iniziativa”. Il Rabbino Capo ha ricordato la famosa discussione fra la scuola di Rav Hillel e quella di Rav Shammai sull’accensione dei lumi di Chanukkà, se partendo dal primo e salendo di santità e di livello gradualmente o invece partendo dal massimo e poi scendendo successivamente. “Si tratta di una delle discussioni più commentate fra i Chachamim e Chanukkà è stato un momento di luce straordinaria nella nostra storia.”

Citando grandi Maestri come il Shem Mi Shmuel e riprendendo Rav Hillel e Shammai, Rav Arbib si è soffermato sull’importanza di vivere quotidianamente l’ebraismo a prescindere dai momenti straordinari che possono esserci e dalle difficoltà della nostra vita e della storia ebraica. “La storia ebraica” ha detto “è piena di momenti straordinari, ma il difficile è vivere costantemente, normalmente, tenendoci quello che abbiamo faticosamente ottenuto”. Molto efficace anche  il discorso di Rav Della Rocca che ha riportato un Midrash sulla Creazione del Mondo e sul Caos Primordiale che in ebraico si chiama “TohuVaVohu”. Secondo interpretazioni midrashiche, il Rav ha reso noto che il testo alluderebbe ai quattro regni che hanno assoggettato gli ebrei nella loro storia e la parola “Choshech” oscurità si riferisce all’epoca dei Greci in cui essi “volevano oscurare l’ebraismo, cancellarne la spiritualità, portando gli ebrei all’assimilazione”. I primi tre regni invece erano Tohu: Babilonia, Vohu la Persia e Deon rappresentava Roma, “e da questo esilio non siamo ancora usciti”. “Il Misrash” ha detto il Direttore di Kesher “non rispetta le regole del tempo e tratta di avvenimenti futuri e molto successivi. Nel caso dei Greci essi hanno voluto rabbuiare l’ebraismo e Choscheh ha le stesse lettere della parola dimenticanza che è estremamente rischiosa per la nostra identità anche oggi. La Toraà è luce, calore, energia e la parola Or, luce, corrisponde al numero 25 che è la data di Kislev in cui cade la Festa di Chanukkà”.

Notevoli anche i discorsi dei due Avrechim: Jonathan Schulz  ha sottolineato come Chanukkà sia la festa del cambiamento e dei miracoli e ogni giorno “rappresenta un continuo rinnovamento” mentre per Rav Shaikevitz “Chanukkà ci insegna l’importanza dell’olio dal quale abbiamo molto da imparare”. “Come l’olio” ha ribadito “dobbiamo imparare a stare sempre a galla, spargendoci come l’olio e diffondendo Torà e non amalgamandoci con nessun altro liquido o società ma influenzando e dando sapore a quello che ci circonda e non permettendo che il buio trionfi sulla luce”.

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