Alla GECE la cucina ebraica è un’arte. Guarda il video

Feste/Eventi

 

 di Nathan Greppi
Uno degli ultimi dibattiti della Giornata Europea della Cultura Ebraica, moderato dal vice-assessore alla cultura della Comunità di Milano Pia Jarach, domenica pomeriggio, è stato Arte culinaria ebraica.

Il primo intervento è stato della chef Daniela Di Veroli, che ha spiegato la preparazione di alcuni piatti, e in particolare dei “Carciofi alla giudia”, tipica ricetta degli ebrei romani. Alle spiegazioni ha alternato un video in cui mostrava come preparava i carciofi per poi servirli sul piatto. “La cucina ebraica è una cucina di integrazione,” ha spiegato, “dove il territorio si fonde con la cultura. Tutto ciò che viene coltivato in quel luogo si unisce con la volontà degli ebrei che seguono la kasherut di integrarlo con le loro regole.”

“Si possono trasformare in ricette ebraiche anche piatti con un’origine diversa. Questa non è un’appropriazione, la parte originale e quella ebraica si affiancano e non si sovrastano.” Ha fatto l’esempio del “tapulon”, piatto piemontese a base di carne d’asino che gli ebrei fanno ma con carne kasher al posto dell’asino, che non lo è.

Oltre a ciò che si mangia conta anche ciò che si beve: di questo ha parlato Rav Elia Richetti, il cui discorso verteva sul vino kasher nella tradizione ebraica: “Tutte le feste cominciano e finiscono con il vino. Ma per essere kasher, deve avere delle regole particolari. In realtà è fondamentalmente una: per essere kasher, il vino può essere preparato solo da ebrei osservanti, meglio con la supervisione di un rabbino. E per rimanere tale deve anche essere maneggiato solo da osservanti, quindi non da non ebrei o da ebrei non osservanti.”

“Perché tutto questo? Il motivo per cui le regole sono così rigorose è perché il vino non è importante solo per l’ebraismo, ma per tutte le culture. È evidente che la sua importanza va al di là del gusto e della convivialità,” citando il fatto che nella Genesi il primo vignaiolo di cui si parla è Noè, “che dopo il Diluvio pianta una vigna.”

L’evento prevedeva la visione di un video con Miriam Camerini, attrice e autrice del libro Ricette e precetti, ma non si è potuto farlo per problemi tecnici. Il video è comunque disponibile su Mosaico.

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