Per Purim, gioia e dolcezza con la Debla!

di Diana Gean Tcherniack

[Ricette ebraiche (della mamma, della zia, della nonna…)]
La debla è uno dei dolci di Purim della tradizione ebraica tripolina. Apparentemente la preparazione è semplice poiché gli ingredienti sono pochi. In realtà il risultato è temutissimo dalle donne tripoline, soprattutto quelle di una volta, della generazione di mia mamma, poiché venivano inviate ad amici e parenti come Mishloach Manot: incombeva quindi lo spauracchio del giudizio delle altre! Mia mamma viveva la preparazione dei dolci di Purim come una grande fatica che però doveva essere fatta ad ogni costo per l’aada, la tradizione. Ormai questo lavoro è stato delegato a me. Per stendere la sfoglia sottilissima, ancora uso la macchina che era di mia nonna Diamantina e che è sempre stata usata esclusivamente a Purim.

(Questa ricetta tripolina è tratta da “Di casa in casa, sapori kasher dal mondo in Italia”, edito dalla Women’s Division del Keren Hayesod.
Per acquistare il libro: www.khitalia.org).

Preparazione
Fare un impasto con le uova e la farina; lasciar riposare per circa mezz’ora coperto con un tovagliolo. Stendere con il mattarello o meglio con la macchinetta: tirare una sfoglia sottile e tagliare delle strisce larghe circa 3 cm e lunghe 30 cm. Porre l’olio in un pentolino sul fornello a fiamma moderata. Prendere una striscia di pasta, infilarne l’estremità tra i rebbi di una forchetta e ruotando friggerla nell’olio in modo da creare un manicotto. Quando sarà ben dorata, poggiarla su carta assorbente. In una pentola mettere lo zucchero con l’acqua e il limone; lasciare cuocere lento girando di tanto in tanto per almeno un’ora e comunque fino a quando diventerà biondo e sciropposo. Immergere i manicotti nello sciroppo tiepido, ritirarli e spolverare con semi di sesamo.

Ingredienti
4 uova
350 g di farina
1 litro di olio di semi per friggere
miele
sesamo

Per lo sciroppo:
500 g di zucchero
2 bicchieri d’acqua circa miele
1/2 limone spremuto
1 tazzina
di acqua di fiori d’arancio (facoltativo)

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