Da New York, Knish per Hannukkà

di Joan Rundo

La popolazione ebraica (e non solo) di New York è in crisi di astinenza di “knish”, la specialità che arrivò nella Grande Mela con gli immigrati dagli shtetl  e che ormai fa parte del paesaggio culinario a pari titolo con gli hamburger o gli hot dog! La causa di quest’astinenza è  l’incendio che  a fine settembre ha distrutto la fabbrica di Gabila’s Knishes, considerata la più grande del mondo – vendeva circa 15 milioni di knishes all’anno!  Secondo le previsioni, la fabbrica non sarà  di nuovo operativa prima della metà di dicembre.

Il “concetto” dello knish è semplice: un ripieno di patate (il più semplice), di kasha (grano saraceno), spinaci  (o anche di salmone affumicato) in un involucro di pasta, cotta al forno o fritto.

Lo knish classico (e quello di Gabila) è quadrato  (esiste anche lo knish rotondo  ma non è gradito agli aficionados dello knish tanto quanto quello quadrato…)

In origine, lo knish era un bocconcino ma, attraversando l’Atlantico,  è diventato grande, come il sogno americano degli immigrati che l’hanno reso popolare.

INGREDIENTI

Per la pasta:
2 uova
½ cucchiaino di sale
2 cucchiai di olio vegetale
250 gr di farina
1 bustina lievito
1 tuorlo per spennellare la pasta

Per il ripieno
2 cipolle tritate
3 cucchiai olio vegetale
500 gr di patate
Sale e pepe

Preparate prima il ripieno: fate cuocere le patate in abbondante acqua salata e poi riducetele in puree.

Soffriggete le cipolle nell’olio, devono diventare morbide e quasi caramellate.

Mescolate le cipolle con le patate e salate e pepate al gusto. Tenete da parte.

Per la pasta, sbattete l’uovo con il sale e l’olio. Aggiungete la farina e il lievito sciolto in un po’ di acqua, poca alla volta, fino ad ottenere un impasto morbido. Impastate per circa 10 minuti. Versate un po’ di olio in un recipiente, deponete l’impasto, girandolo, per coprirlo di olio, coprite il recipiente con della pellicola per alimenti e lasciate riposare un’ora.

Impastate ancora per qualche minuto quindi abbassate la pasta con il mattarello per ottenere una sfoglia il più sottile possibile. Date una forma rettangolare alla pasta. Disponete il ripieno sulla sfoglia e quindi piegate la pasta per coprirlo, un po’ come se fosse uno strudel. “Tagliate” la pasta con il lato della mano (questo sarebbe il metodo tradizionale new-yorkese!), come se ne segaste via un pezzetto.

Spennellate la superficie con il tuorlo d’uovo mescolato con un po’ di acqua ed infornate a 180° per circa 20 minuti.

Oppure, se volete friggere gli knish, non spennellateli con il tuorlo d’uovo e infornateli direttamente per 15 minuti, quindi passateli in padella in olio caldo.

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