di Anna Balestrieri
Il film dell’israeliano Ido Fluk sposta lo sguardo dall’artista celebrato, Keith Jarrett, alla persona che rese possibile la sua apparizione, Vera Brandes, diciottenne promotrice musicale della Germania occidentale. Si restituisce dignità narrativa al lavoro organizzativo, spesso femminile, che la memoria pubblica tende a lasciare fuori campo.



