ostaggi

A un anno dal 7 ottobre, due testimoni raccontano l’orrore

Feste/Eventi

di Nathan Greppi
A un anno dai massacri e i rapimenti del 7 ottobre, mentre il mondo circostante sembra aver dimenticato in fretta, per il mondo ebraico invece le cicatrici sono ancora fresche. Ma è stando uniti e confrontandosi a vicenda che si può alleviare il dolore.

Un anno dal 7 ottobre, la cerimonia al Tempio Maggiore di Roma

Italia

di David Fiorentini
In un Tempio Maggiore sotto uno straordinario regime di sicurezza, sono arrivati esponenti da tutte le Comunità ebraiche italiane, oltre a comandanti delle forze dell’ordine, diverse autorità religiose e numerose figure politiche di spicco. Su tutte il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

7 ottobre 2023-7 ottobre 2024. Il fratello di due prigionieri: “La liberazione degli ostaggi porterà il cessate il fuoco”

Italia

di Nathan Greppi
La cerimonia in ricordo del 7 ottobre e in onore degli ostaggi ancora a Gaza si è conclusa con la testimonianza di Liran Berman, i cui fratelli, i gemelli Ziv e Gali, sono stati rapiti il 7 ottobre nel Kibbutz Kfar Aza e sono tuttora nelle mani di Hamas, che ha chiesto a tutti di lottare per la liberazione dei prigionieri. Intervenuto anche Luca Spizzichino dell’Ugei, e il coro Kol HaShomrim per chiudere la serata.

7 ottobre 2023-7 ottobre 2024. Le istituzioni politiche in sinagoga. Sala: “l’antisemitismo mascherato da antisionismo non può avere spazio nella nostra città»

Italia

di Ilaria Myr
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana, il presidente del Copasir Lorenzo Guerini e il presidente del Senato Ignazio La Russa hanno portato parole di solidarietà e vicinanza alla comunità ebraica durante la cerimonia per l’anno dal massacro del 7 di ottobre in Israele.

7 ottobre 2023-7 ottobre 2024. Chi sono gli ostaggi dispersi, in prigionia o uccisi da Hamas. Storie strazianti di chi non abbandona la speranza

Israele

di Redazione
Di seguito alcuni dei nomi degli ostaggi ancora detenuti a Gaza. Non si sa se siano ancora vivi o morti, e, se sono vivi, in quali condizioni siano costretti a sopravvivere, probabilmente al limite dell’umana sopportazione. Provate per un momento a chiudere gli occhi e immaginare cosa significhi essere prigionieri per 360 giorni: un tempo infinito, che non si augurerebbe a nessuno, nemmeno al peggior nemico.

Nuovi dettagli sui giovani ostaggi uccisi e la crudeltà di Hamas. Vite spezzate a un passo dalla salvezza

Israele

di Redazione
Quello che state per leggere e vedere è sconvolgente. Un colpo al cuore per qualsiasi madre o padre degni di questo nome e per chiunque abbia un briciolo di empatia e la capacità di immedesimarsi in una tragedia dall’epilogo priva di senso, senza nome e senza perché. È l’inimmaginabile, l’orrore, la crudeltà del genere umano. È uno dei peggiori incubi che prendono forma nella realtà.

Un segno importante: la Dichiarazione dal Global Imams Council (GIC) contro Hamas

Mondo
di R. E.
Il  Global Imams Council (GIC) è un’organizzazione non governativa e benefica indipendente e apolitica, senza fini di lucro, che aderisce agli insegnamenti islamici tradizionali fondati sui principi del Corano e sulle tradizioni profetiche. “Riteniamo Hamas direttamente responsabile della morte e della sofferenza di tutte le vite innocenti perse dal 7 ottobre”.