di Nina Deutsch
Oltre cento città iraniane sono in rivolta. Il regime risponde con il fuoco, arresti di massa e blackout di Internet, accusando Stati Uniti e Israele di ingerenza. Washington e Tel Aviv esprimono sostegno ai manifestanti, mentre le piazze si riempiono di slogan contro Khamenei e simboli del regime. Dall’estero, Reza Pahlavi lancia il suo appello alla popolazione.
Khamenei
Un leader a tempo
di Giulio Meotti
Altro che cambiamento: secondo Israele, il nuovo presidente iraniano non è “moderato”, ma “sofisticato”. Che è peggio. E la minaccia atomica, tutt’altro che scomparsa, è sempre dietro l’angolo. Parola di Rohani, campione di ambiguità




