Ebraismo e app: come le tradizioni si approcciano alle nuove tecnologie

Tecnologia

di Nathan Greppi

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Un’immagine dell’app Let’s Bake Challah

Da quando viviamo nell’era di internet e del digitale, la nostra vita ha subito (e subisce tuttora) notevoli cambiamenti, sia positivi che negativi. Uno di questi, legato soprattutto al mondo degli smartphone, riguarda le app. Da quando sono apparse le prime app, esse hanno iniziato velocemente a fornire servizi sempre più specializzati: dai quotidiani online ai videogiochi, dalle guide turistiche alle ricette. E tra questi, alcuni hanno provato a offrire anche aiuti spirituali oltre che materiali, in particolare per coloro che hanno legami con l’ebraismo.

Il successo delle app sulla religione ebraica è tale che, nel Settembre 2015, il sito Huffington Post ha dedicato loro un articolo, in cui venivano elencate e descritte alcune di quelle più seguite. Inoltre, già due anni prima era stata pubblicata una ricerca analoga su Ynetnews.

Se c’è un sito che può vantare grandi sforzi nel promuovere le “jewish apps”, quello è senza dubbio Chabad.org, il principale sito del movimento chassidico Chabad-Lubavitch. Infatti, attualmente il sito dei Lubavitch offre almeno 16 app che offrono gli aiuti più disparati: come Hayom, che contiene un calendario costantemente aggiornato di tutte le festività e video per studiare la Torah; o come Jewish Kids Video, dove i bambini possono trovare numerosi cartoni animati ispirati alle storie del Tanakh; o come Passover Assistant, che fornisce vari consigli per preparare il Seder di Pesach (“Passover” per gli ebrei anglofoni).

Un altro sito dove è possibile trovare molte app legate all’ebraismo è Rustybrick, che oltre a quelle per imparare le mitzvòt e raccontare storie ai bambini propone anche un dizionario inglese – ebraico.

Ma finora abbiamo parlato in linea generale; ora proverò a descrivere in maniera più approfondita tre delle app (gratuite) che hanno avuto più installazioni in questo campo:

1)Omer Counter: Come dice il nome, questa app serve a contare i giorni tra Pesach e Shavuot. Ma non si limita solo a questo: infatti, il menu principale inizia mostrando anche quanti giorni mancano a Pesach; dopodiché, nelle sezioni “Today’s Counting” e “Today’s Meditation”, ti mostra quali preghiere vanno recitate a seconda dei giorni. Inoltre, la sezione “Prayer Trainer” ti aiuta a imparare le preghiere, scritte sia in ebraico che in inglese. Le altre sezioni, come “Introduction” e “Laws & Customs”, servono soprattutto a insegnare le basi per conoscere le origini e il significato di questa ricorrenza. Questa app è consigliata soprattutto a coloro che hanno problemi di memoria e a coloro che hanno poca esperienza con le tradizioni ma vogliono imparare di più.

2)Kaddish Assistant: Questa invece è pensato per circostanze ben più difficili, ossia quando siamo in lutto. Nel menu principale si trovano innanzitutto le informazioni che spiegano che cos’è il kaddish e come calcolare, secondo il Lunario, quand’è l’anniversario della morte di una certa persona. Inoltre, si può imparare a recitare il Kaddish con più varianti e livelli di difficoltà a disposizione, scegliendo ad esempio se fare la versione “chabad”, “ashkenazita” o “sefardita”. Vi è anche un’opzione per usare il Chabad Center Finder, che serve a rintracciare la sinagoga Chabad più vicina a noi e i relativi contatti.

3)Let’s Bake Challah!: Sicuramente molti di quelli che scaricheranno questa app penseranno che serva più per giocare che per imparare veramente a fare la challah; e avranno ragione. Infatti, su quest’app vengono mostrate le varie procedure per prepararla, incluse le preghiere ad essa legate e le informazioni di base sulla sua origine. Tuttavia, l’impostazione di base è molto simile, per non dire identica, a quella di decine di altri videogiochi a tema gastronomico, ed è sconsigliata a chi volesse imparare seriamente a preparare la challah.

 

Per adesso non è chiaro se queste app siano solo una moda passeggera o se cambieranno davvero il nostro modo di confrontarci con le tradizioni ebraiche. Quel che è certo è che, almeno per ora, anche tra i chabad e altri ebrei ortodossi sta crescendo la consapevolezza che queste possono essere un mezzo per aiutare chi ha bisogno di avere delle certezze in un mondo in costante cambiamento. Infatti, se da una parte gli strumenti elettronici tendono a renderci dipendenti da essi e a isolarci dalle altre persone, dall’altra ci aiutano a stare al passo con il progredire della scienza e della tecnologia. Se ciò cambierà il mondo in meglio o in peggio, per ora non si sa: solo il tempo ci darà le risposte.

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