Daniel Zamir. Aperitivo in concerto si chiude con l’incontro fra mondo ortodosso e musica jazz

Taccuino

di Roberto Zadik

E così un’altra intensa stagione musicale di “Aperitivo in concerto” kermesse giunta alla sua 32esima edizione si sta concludendo e quest’anno il calendario è stato arricchito da artisti israeliani di eccezionale bravura. Da Avi Lebovich e il pianista Omer Klein, dalla cantante di origine etiope Ester Rada, alla band scatenata di Omer Avital. E ora arriva questo incredibile Daniel Zamir che porterà sul palco del Teatro Manzoni, via Manzoni 42, domenica 5 marzo, dalle 11 un mix unico nel panorama musicale dello Stato ebraico con un incontro fra il mondo ebraico ortodosso, i cosiddetti “haredim”, con la musica jazz e contemporanea (costo del biglietto 15 euro).

Nonostante abbia solo 35 anni, è nato a Petah Tikva nel 1982 questo musicista che è stato scoperto e “addestrato” dal geniale produttore e compositore ebreo newyorchese John Zorn  ha ricevuto numerosi premi e ora è pronto a sfoderare le sue incredibili doti al sassofono e vocali nel grande concerto di domenica.

Considerato dai critici internazionali come uno dei musicisti più interessanti della scena musicale israeliana contemporanea egli rappresenta un’ennesima testimonianza del fermento artistico e culturale di questi ultimi anni nello Stato ebraico dove pullulano giovani musicisti e band di enorme talento, da Omer e Avi Avital, a Assaf Avidan, a Avishai Cohen a questo strumentista che unisce riferimenti religiosi alla Torah e ai Salmi e vibrazioni e improvvisazioni jazz. Diventato famoso nel 2006 col suo album “Amen” in quest’ultimo decennio questo musicista, ha avuto grandi collaborazioni con artisti del calibro di Sting e diversi “big” della canzone israeliana come Yoni Rechter, Berri Sacharov e la superstar del reggae ebraico Mathisyahu, nome d’arte dell’americano Matthiew Miller, tutti questi nomi sono oggetto del mio volume “Isramix” la prima enciclopedia di musica israeliana di prossima uscita.

Artista raffinato e versatile, Zamir, curiosamente ha intitolato alcuni brani dei suoi undici album, fra cui spiccano  registrati finora con dei numeri come “Hamesh esra” bellissima suite jazz malinconica e vivace o la coinvolgente “Tesha” (che in ebraico significa Nove) mischiando riferimenti cabalistici, mistici e folklore yiddish in un cocktail unico di suoni, tematiche e influenze. Molto emozionante anche un brano di grande atmosfera come “Shloshim achat” (Trentuno) dove il musicista dimostra una straordinaria padronanza del sassofono e una fertile vena compositiva e in questi anni si è esibito in molti Paesi, dal Canada alla Russia, dall’Ucraina alla Germania e al Sud Africa registrando sempre grande successo. Questa è la sua prima e unica tappa italiana. Musicista interessante, suonerà coi suoi inseparabili compagni d’avventura come il bravissimo batterista Amir Bresler e al grande pianista Nitai Hershkovits che si è esibito assieme al già citato Avi Lebovich e che sostituirà nella band di Zamir, un altro valido strumentista come Tomer Bar. Nato da una famiglia laica, Zamir incarna alla perfezione la figura del “Baal Teshuva” (tornato all’osservanza religiosa) dopo la sua permanenza a New York e ora è un ebreo ortodosso che però non ha rinunciato alla sua inesauribile passione per la musica e la composizione di brani che l’ha portato a essere uno dei pochi a aggiudicarsi il prestigioso “Prime Minister Award” riconoscimento in cui è stato il più giovane fra i suoi colleghi ad averlo ottenuto. Con questo artista si chiude così la 32esima edizione di “Aperitivo in concerto” che sempre con la sapiente direzione artistica di Gianni Morelembaum Gualberto e del suo staff ha saputo raggiungere il successo ad ogni esibizione, registrando spesso e volentieri il “tutto esaurito” e realizzando un aumento del 30 percento degli abbonamenti.

Per informazioni e prenotazioni: www.aperitivoinconcerto.com

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