Da sinistra, Lenny Kravitz e Mark Knopfler

Kravitz e Knopfler in arrivo in concerto a Milano: il lato ebraico nascosto di due grandi rockstar

di Roberto Zadik
Il mese di maggio parte con due grandi live milanesi, come quelli del cantautore scozzese Mark Knopfler, passato alla storia della musica leggera fine anni Settanta come leader dei suoi “Dire Straits” e poi distintosi come artista solista, e il rocker newyorchese Lenny Kravitz, entrambi in concerto al Mediolanum Forum. Knopfler e il suo pop rock melodico entreranno in scena il 10 maggio dalle 21 e Kravitz, sabato sera, 11 maggio, dalle 20. Successivamente entrambi si esibiranno in altre città italiane, Kravitz solo a Bologna il 12 maggio e il musicista scozzese in varie località del Paese (info su biglietti e prezzi su www.viagogo.it).

Non tutti sanno che entrambi hanno origini ebraiche askenazite nella loro famiglia. Knopfler è nato 70 anni fa, il prossimo 12 agosto, da padre ebreo ungherese e madre inglese anche se stando a quanto rivelano vari siti, si è sempre definito “marxista e agnostico”. Nonostante la dichiarata laicità, come tanti ebrei, suo padre Erwin Knopfler, fu costretto nel 1939 a lasciare il Paese di origine e diventò affermato architetto e appassionato di scacchi. Assieme a suo fratello David, il giovane Mark riservato e tenace fondò la band dei Dire Straits ma prima di dedicarsi con grande successo alla musica e successi internazionali pieni di forza e melodia come l’energica “Sultans of swing” o la sentimentale e splendida “Romeo and Juliet” del 1980, egli si cimentò come giornalista e insegnante di letteratura inglese. Considerato fra i migliori chitarristi a livello mondiale, grazie ai suoi attacchi e intermezzi, si pensi a “Money for nothing” e a “Tunnel of love”,una delle sue migliori canzoni, egli si è esibito diverse volte in Israele e fra i suoi migliori amici, spicca il nome del geniale cantautore ebreo americano Bob Dylan. Produttore del suo album “Infidels” del 1983 egli ha suonato con lui in vari concerti duettando in classici come “Forever Young”.

Cosa c’entra invece Lenny Kravitz con l’ebraismo? Il cantautore che a fine mese il 26 maggio, compierà 55 anni, si esibirà sabato 11 maggio a Milano e anche lui ha un legame con il mondo ebraico decisamente particolare. Figlio del produttore tv ebreo di origine russa Sy Kravitz e di una mamma afroamericana, attrice e fra i proragonisti della fortunata serie dei “Jefferson”. Sulla scena musicale da 30 anni, dai tempi della bellissima “Let love rule” del 1989, caratterizzato da un sound solido e energico che si rifà ai ritmi del passato e degli anni 70’, legato per un periodo alla fascinosa attrice Lisa Bonet, sua ex moglie per 6 anni, da cui nacque la figlia Zoe, Kravitz ha sempre avuto un rapporto molto stretto col tema della religione. Diverse sue canzoni parlano di Dio, di Paradiso, come “Heaven’s help”, “God  is love” e autore di un album dal titolo “Baptism”, che lascia pochi dubbi, egli non si è mai chiaramente espresso sulla propria identità religiosa e per un periodo indossava una croce e una Stella di Davide assieme. Nel 2013 su Twitter egli ha mostrato una certa simpatia verso le sue origini ebraiche “Ai miei fratelli ebrei, felice Pesach”. Molto legato a entrambi i genitori, sul blog di un certo Rabbi Jason si racconta che in una scena della puntata della serie tv “Entourage” Kravitz venne filmato a un Bat Mitzva con kippa e tallit sulle spalle mentre dice qualche parola in ebraico.

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