di Pietro Baragiola
È uscita l’ultima stagione di The Bear, la serie tv che, grazie al suo stile frenetico e incalzante nel raccontare la spirale emotiva della vita in un ristorante di Chicago, è diventata una delle più acclamate degli ultimi anni, vincendo numerosi premi e attirando la partecipazione di guest star di fama mondiale, molte di queste di origini ebraiche. (Nella foto da sinistra Jon Bernthal, Kate Berlant, Rob Reiner e Jamie Lee Curtis).
È uscita l’ultima stagione di The Bear, la serie tv che segue Carmen “Carmy” Berzatto (Jeremy Allen White) e la sua brigata di chef che, dopo l’apertura ufficiale del nuovo ristorante e una tragica critica del Chicago Tribune, si trovano con solo due mesi di tempo per ottenere una stella Michelin e salvare la loro attività.
Da quando è uscita nel 2022, The Bear ha provocato un grande tumulto nel panorama televisivo. Grazie al suo stile frenetico e incalzante nel raccontare la spirale emotiva della vita in un ristorante di Chicago, questa serie è diventata una delle più acclamate degli ultimi anni, vincendo numerosi premi e attirando la partecipazione di guest star di fama mondiale, molte di queste di origini ebraiche.
Nel 2024 Jamie Lee Curtis ha vinto l’Emmy come “Outstanding Guest Actress in a Comedy Series” per la sua interpretazione di Donna Berzatto, la madre alcolista di Carmy che nella scorsa stagione ha aiutato la figlia Natalie (Abby Elliot) a partorire e potrebbe avere la sua riconciliazione anche con il protagonista prima del finale. “È un arco redentivo che rispecchia molto le mie esperienze” ha affermato Curtis in un’intervista con The Hollywood Reporter. “Solo attraverso il riconoscimento del dolore passato e atti d’amore, inizia il vero processo di guarigione.”
Anche Jon Bernthal ha vinto un Emmy per il ruolo del defunto Mikey Berzatto, fratello del protagonista e proprietario di The Original Beef of Chicagoland (il ristorante che è poi diventato The Bear). La nuova stagione si apre proprio con un flashback in cui Carmy spinge Mikey ad aprire il ristorante, momento che cambierà per sempre le loro vite.
Brian Koppelman e Adam Shapiro riprendono i loro rispettivi ruoli di Computer, il socio in affari noto per la sua abilità con i numeri e spesso portatore di cattive notizie per il team, e dello chef Adam Shapiro (omonimo dell’attore) che nella scorsa stagione ha offerto a Sydney (Ayo Edebiri) il ruolo di capo cuoco del suo nuovo ristorante. Rob Reiner, figlio della leggenda comica Carl Reiner, fa il suo debutto nella serie grazie al ruolo di Albert, mentore d’affari del faccendiero Ebraheim (Edwin Lee Gibson), aiutandolo ad espandere il successo della rivendita di panini sul retro del ristorante. Durante un’intervista con The Hollywood Reporter a proposito della sua interpretazione, Reiner ha raccontato di aver fatto appello agli insegnamenti di suo padre: “è stata una bella occasione. Sono ebreo, sono stato cresciuto come ebreo e apprezzo l’onestà, l’integrità, la conoscenza, l’istruzione e tutti i valori con cui sono stato cresciuto.”
Grande rivelazione di quest’ultima stagione è l’attrice Kate Berlant nel ruolo di Georgie, una partecipante degli incontri di Alcolisti Anonimi. Secondo The Daily Beast il suo monologo di 4 minuti sulla dipendenza è ‘la parte migliore di questo finale’.
Nell’arco di quattro stagioni The Bear non ha mai esitato nell’affrontare anche argomenti spinosi a rischio di incorrere nei giudizi della critica. Una prova di questo è la controversia scaturita dal termine “Jewish Lightning” utilizzato da uno dei protagonisti della serie.
Ebon Moss-Bachrach e il “Jewish Lightning”
Tra le star che hanno guadagnato maggiore risalto da The Bear è impossibile non pensare a Ebon Moss-Bachrach interprete di Richard “Richie” Jerimovich, il migliore amico di Mikey e gestore del ristorante.
Noto per il suo carattere chiassoso e impulsivo, all’inizio della serie Richie non si fa remore ad utilizzare una serie di epiteti e termini inappropriati tra cui “Jewish Lightning”, menzionato nel primo episodio della seconda stagione per indicare l’intento di innescare un incendio doloso e ottenere i soldi dell’assicurazione in caso di fallimento del ristorante.
La critica ha recensito negativamente gli sceneggiatori della serie per aver usato questa espressione. “È dispregiativa e radicata negli stereotipi ebraici di avarizia e avidità” ha affermato l’American Jewish Committee, definendola ‘un insulto etnico da condannare assolutamente’.
Ed è proprio per questo che la serie lo porta allo scoperto: Sydney lo riconosce subito come un termine problematico nonostante Richie cerchi di spiegare il senso più ampio del termine.
“Penso che la sua spiegazione lo confermi come qualcosa che non dovremmo dire” sostiene Sydney. “Vorrei aggiungerlo alla lista dei termini da non usare mai nel nostro ristorante.”
Il coraggio nell’affrontare certe questioni e il realismo di ogni singolo episodio rendono The Bear una delle serie più apprezzate dal pubblico che in questi giorni si sta gustando ogni portata del suo finale, in onda su Disney+.
(Nella foto da sinistra Jon Bernthal, Kate Berlant, Rob Reiner e Jamie Lee Curtis).