“Butcher’s Stain” e “Children No More”: i documentari sul conflitto a Gaza vengono candidati agli Oscar 2026

Spettacolo

di Pietro Baragiola
In corsa per l’ambita statuetta quest’anno non sono solo le più grandi star del mondo ebraico contemporaneo ma anche progetti che hanno deciso di concentrare l’attenzione sul conflitto a Gaza e sulla crisi degli ostaggi. Ad esempio: “Butcher’s Stain” e “Children No More”.

 

Giovedì 22 gennaio l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha annunciato le nomination agli Oscar 2026. In corsa per l’ambita statuetta quest’anno non sono solo le più grandi star del mondo ebraico contemporaneo ma anche progetti che hanno deciso di concentrare l’attenzione sul conflitto a Gaza e sulla crisi degli ostaggi.

Questi film calcano così un terreno delicato, dove il cinema diventa strumento di racconto, denuncia e confronto politico.

“Butcher’s Stain” e “Children No More”

A rappresentare Israele nella categoria Miglior Cortometraggio è Butcher’s Stain, il nuovo film di Meyer Levinson Blount (nella foto una scena).

La storia segue Samir, cittadino arabo-israeliano che lavora come macellaio in un supermercato di Tel Aviv. Accusato di aver strappato dai muri le foto degli ostaggi rapiti da Hamas, Samir intraprende una corsa contro il tempo per dimostrare la propria innocenza e non perdere l’unico lavoro che gli permette di andare avanti.

Questo corto, ideato mentre il regista ancora studiava all’Università di Tel Aviv e premiato con la medaglia d’argento agli Student Academy Awards 2025, sceglie di raccontare il conflitto a Gaza attraverso la frattura quotidiana e identitaria che attraversa la società israeliana.

Sempre israeliano è l’altro progetto in lizza per la categoria Miglior Cortometraggio Documentario: Children No More: “Were and Are Gone” di Hilla Medalia, incentrato sulla veglia silenziosa che ha avuto luogo a Tel Aviv nel marzo 2025 quando un piccolo gruppo di manifestanti ha iniziato ad esporre le fotografie dei bambini uccisi a Gaza. Questo gesto, settimana dopo settimana, si è trasformato in una protesta muta ma sempre più partecipata, simbolo di un forte dissenso interno.

Nonostante queste magnifiche candidature, però, ancora una volta Israele non è riuscito ad aggiudicarsi la nomination per il Miglior Film Internazionale, un’esclusione che ha acceso i fan del genere.

Le candidature senza vittorie

Nel corso della storia dell’Academy, Israele ha collezionato ben 10 nomination come Miglior Film Internazionale non riuscendo mai ad aggiudicarsi l’Oscar. È però dal 2011 che un film israeliano non riesce neanche a ricevere la nomination in questa categoria.

Quest’anno il posto nella competizione sarebbe toccato a The Sea, il nuovo film di Shai Carmeli-Pollak che ha dominato la 36° edizione dei Premi Ophir, vincendo come Miglior Film, Miglior Sceneggiatura e Miglior Attore Protagonista. Questi traguardi lo hanno automaticamente eletto a candidato israeliano per la corsa al titolo di Miglior Film Internazionale ma il film non è riuscito a superare la fase di shortlist, restando fuori dalla cinquina delle nomination.

 

Lo stesso tipo di esclusione era spettato l’anno prima a Come Closer di Tom Nesher e l’anno prima ancora a Cinema Sabaya.

Queste continue esclusioni hanno provocato forte indignazione da parte dei sostenitori del cinema israeliano che però si sono visti rincuorati dopo aver visto che agli Oscar 2026 molte altre categorie hanno incluso una forte componente ebraica.

Le altre nomination del mondo ebraico

Con grande plauso dei suoi fan, quest’anno Timothée Chalamet ha ricevuto la sua prima nomination all’Oscar di Miglior Attore Protagonista grazie alla sua interpretazione in Marty Supreme, la commedia sportiva diretta da Josh Safdie.

Un protagonista ebreo guidato da un regista ebreo per raccontare la storia liberamente ispirata alla leggenda ebrea del ping pong Marty Reisman, aggiudicandosi ben nove nomination tra cui quella di Miglior Film.

Gli altri candidati ebrei agli Oscar 2026 si sono fatti notare anche nel mondo della musica: per il film Blue Moon, il biopic sul paroliere ebreo Lorenz Hart, lo scrittore Robert Kaplow è stato candidato a Miglior Sceneggiatura Originale, mentre Diane Warren ha conquistato la sua 17° nomination per Miglior Canzone Originale grazie a “Dear Me” il brano del musical Diane Warren: Relentless.

Tra i titoli più nominati troviamo One Battle After Another di Paul Thomas Anderson con il musicista ebreo Jonny Greenwood candidato per Miglior Colonna Sonora e Sinners di Ryan Coogler che, con le sue 16 candidature ha già fatto la storia degli Academy Awards, battendo il record di pellicole leggendarie come Titanic e La La Land.

Gli Oscar 2026 si svolgeranno domenica 2 marzo e si aspettano un’edizione ricca di colpi di scena che verrà ricordata per la sua inclusività e il coraggio di raccontare storie attuali da cui prendere esempio.