Ricerca israeliana svela battito invisibile delle barriere coralline

Personaggi e Storie

di Lia Mara
Secondo gli scienziati dell’Università Ebraica di Gerusalemme, dell’Università di Haifa e dell’Istituto Interuniversitario di Scienze Marine di Eilat, poiché i cambiamenti climatici continuano a minacciare le barriere coralline in tutto il mondo, acquisire conoscenze sui cicli microbici quotidiani potrebbe diventare uno strumento importante per monitorare la salute delle barriere coralline.

 

Le barriere coralline non sono solo spettacolari scenografie sottomarine, ma dei “direttori d’orchestra” capaci di contribuire a regolare i ritmi della vita microscopica che le circonda. Una nuova ricerca israeliana, pubblicata sulla rivista Science Advances, ha rivelato come questi ecosistemi corallini possano influenzare il flusso quotidiano di batteri, alghe e microbi nell’acqua.

Come negli esseri umani, i livelli microbici (la flora batteria), sono indicatori fondamentali del benessere dell’intero ecosistema corallino e marino. Secondo gli scienziati dell’Università Ebraica di Gerusalemme, dell’Università di Haifa e dell’Istituto Interuniversitario di Scienze Marine di Eilat, monitorare questi cicli quotidiani potrebbe diventare un’arma cruciale: poiché i cambiamenti climatici continuano a minacciare le barriere coralline in tutto il mondo, acquisire conoscenze su questi cicli microbici quotidiani potrebbe diventare uno strumento importante per monitorare la salute delle barriere coralline.

Le barriere coralline, hotspot di diversità e comunità microbiche

Le barriere coralline sono centri nevralgici di biodiversità che popolano le acque calde dai Caraibi all’Australia, fino al Golfo di Aqaba, nel Mar Rosso. Sebbene la scienza abbia studiato a lungo i coralli e i grandi organismi come pesci e spugne, la vita microscopica che fluttua intorno a loro è rimasta per molto tempo un mistero.

“Abbiamo scoperto una diversità molto interessante e unica, oltre a modelli quotidiani degni di nota che probabilmente sono fondamentali per il benessere e il funzionamento di questi ecosistemi corallini – spiega il microbiologo Miguel Frada, coordinatore dello studio, riportato la scorsa settimana dal Times of Israel.  Secondo Frada, questa ricerca “apre la strada a una migliore comprensione della fisiologia e dell’ecologia delle barriere coralline”.

I microbi sono un motore invisibile dell’oceano: contribuiscono regolare il movimento di energia e nutrienti e formano la base della catena alimentare. Se la barriera corallina perde la sua capacità di regolare queste comunità, l’impatto si ripercuote rapidamente su tutto l’ambiente circostante. “I microbi sono molto reattivi alle variazioni delle condizioni e molto probabilmente influenzano la salute dei coralli e degli altri animali che vivono sulle barriere – sottolinea Frada -. Alterazioni nei loro ritmi giornalieri potrebbero fungere da sentinelle, fornendo segnali di allarme precoce per stress causati da inquinamento, riscaldamento globale o sbiancamento dei coralli.

Studio del DNA dei microbi

Per mappare questo mondo invisibile, il team di ricerca israeliano ha adottato un approccio innovativo: non si sono limitati ai batteri, ma hanno analizzato anche gli eucarioti (organismi unicellulari complessi) prelevando campioni d’acqua ogni sei ore per tre giorni, sia in estate che in inverno.

Attraverso il sequenziamento del DNA, la citometria a flusso (che conta le cellule tramite laser) e tecnologie di imaging avanzate, gli scienziati hanno osservato in tempo reale come cambia la popolazione microbica. E i dati hanno mostrato che l’acqua vicino alla barriera contiene costantemente meno batteri rispetto al mare aperto, segno che la barriera “ripulisce” attivamente l’acqua nutrendosene.

Spuntini notturni

Un aspetto fondamentale è che il ritmo della barriera cambia drasticamente con il calare del sole, mentre durante la notte il numero di predatori microscopici (protisti eterotrofi) aumenta fino all’80%. “Abbiamo scoperto che la barriera corallina non è solo passivamente circondata da microbi – afferma Frada -, ma struttura attivamente la vita microbica in tempo reale, creando modelli giornalieri che si ripetono attraverso le stagioni”.

Un’altra sorpresa riguarda le Symbiodiniaceae, delle microalghe che solitamente vivono all’interno dei tessuti dei coralli. La ricerca ha trovato tracce del loro DNA nell’acqua con picchi a mezzogiorno, suggerendo che vengano rilasciate o diventino più attive in risposta alla luce solare.

Questi ritmi microbici giornalieri risultano forti almeno quanto le differenze stagionali. Una scoperta cambia il modo di fare ricerca: un singolo campionamento al giorno non basta più per comprendere un ecosistema così dinamico, dove ciò che accade all’alba è radicalmente diverso da ciò che accade dopo il tramonto.