di Ester Moscati
Via Emilio Treves: una storia da riscoprire
In zona Lambrate, una breve via un po’ trascurata e imbrattata da graffiti urbani senza artistiche velleità, è dedicata a Emilio Treves, “scrittore”. Né il luogo né la dicitura rendono merito al personaggio, nato a Trieste (dove il padre era rabbino) e vissuto a Parigi, Fiume, Udine e Milano, pioniere dell’editoria italiana dell’Ottocento, che per primo diede alle stampe l’opera di Giovanni Verga, aprendo la strada al Verismo; ma a Treves si deve anche la pubblicazione di Cuore di De Amicis, e poi di D’Annunzio (che però era già famoso quando approdò alla casa editrice “Fratelli Treves”).
Emilio, a cui si affiancò poi il fratello Giuseppe, fu fondamentale per la diffusione della letteratura straniera in Italia, con le traduzioni dei grandi romanzieri russi e francesi, da Flaubert a Zola e Maupassant, da Tolstoj a Dostoevskij, Turgenev e Gor’kij. E poi le riviste, letterarie e popolari, tra cui la mitica L’Illustrazione Italiana e Margherita, rivista femminile redatta da Cordelia, pseudonimo della moglie di Giuseppe, Virginia Tedeschi-Treves. Tra le collane letterarie, ricordiamo la Biblioteca Utile e quella Amena, la Biblioteca dei Viaggi e la Biblioteca delle Meraviglie.
Emilio Treves morì nel 1916 e la casa editrice ne conservò il nome fino al 1939. Nel 1938 l’azienda fu rilevata attraverso l’Istituto per la ricostruzione industriale (IRI) dal forlivese Aldo Garzanti. L’anno seguente, a causa della promulgazione delle leggi razziali, Garzanti sostituì il proprio nome a quello originale. Di Emilio Treves c’è un bellissimo ritratto dipinto dall’amico Vittorio Corcos nel 1907.
La toponomastica di Milano vede anche, in zona San Marco, Largo Treves, dedicato a Claudio Graziano Treves, politico, giornalista e antifascista italiano… ma questa è un’altra storia.



