Billy Joel: 70 anni di una leggenda della musica come Billy Joel

di Roberto Zadik
Billy Joel, sicuramente uno dei maggiori talenti della musica pop contemporanea, lo scorso 9 maggio ha compiuto 70 anni. Nato a New York da famiglia ebraica di origini tedesche, egli è diventato internazionalmente famoso per melodie intense e delicate come la bellissima “Honesty” o “She’s a woman to me” e per successi come “Piano Man” e la vivace “River of the dreams”, per quella voce coinvolgente e magnetica, per i concerti dal vivo caratterizzati da grande grinta, classe e presenza scenica. Come molti cantautori e personaggi famosi ebrei, che hanno nascosto le proprie origini ebraiche, egli ha sempre avuto un rapporto molto complesso con la propria identità ebraica. Questo è emerso nel corso delle varie interviste della sua lunga e brillante carriera, come quella uscita il 9 marzo 2011 su Ynet, in cui, interrogato sul suo lato ebraico, egli ha ironizzato sulla sua circoncisione: “mi hanno fatto un taglio e non ho niente da dire su questo. Anche se me la sono presa ancora oggi.”

Artista inquieto e raffinato, ispirato dal sound di geniali musicisti come Ray Charles, pianista straordinario, dal carattere complesso, accanto a fasi estremamente luminose, Joel ha attraversato vari momenti di crisi segnati da eccessi e depressione rivelando anche un rapporto estremamente problematico anche con la propria identità ebraica. Ad esempio quando arrivò a provare l’eroina, come ha dichiarato sul www.telegraph.co.uk  ma ne rimase spaventato senza ripetere più quell’esperienza.

Nato da genitori ebrei e vissuto nella sua infanzia in un quartiere frequentato da vari immigrati, polacchi, irlandesi e italiani, il sito Billboard, rivela che egli da adolescente frequentò varie chiese arrivando a battezzarsi ma successivamente si distaccò da qualsiasi religione scegliendo l’ateismo. Decisamente avventurose sia la sua carriera musicale – amico e collaboratore di artisti del calibro di Elton John, Sting o Don Henley degli Eagles con cui negli anni ’80 voleva formare una band – che la sua vita privata – si sposò quattro volte, una delle quali con la modella Christie Brinkley – egli ha suonato in tutto il mondo, ha suscitato qualche polemica quando si è esibito con una “Stella Gialla” (quelle usate ai tempi del nazismo) in un concerto del 2017 al Madison Square Garden della sua New York. A raccontarlo il Times of Israel che riporta i commenti sui social di alcuni utenti. “Un vero eroe” come l’hanno elogiato mentre è stato definito da altri come “epico e coraggioso” e non sono mancate ovviamente le critiche e le offese. Un gesto che, a prescindere dai commenti, rivela un certo legame con l’identità ebraica.

Ma come mai il cantautore che solitamente, per sua dichiarazione evita riferimenti politici nei suoi concerti, perché, come ha affermato sempre sul JPost, “non è il motivo per cui la gente vi partecipa”? In un articolo dell’anno scorso sul “Jerusalem Post” egli ha raccontato che  la sua è stata una reazione alla manifestazione neonazista che si era tenuta a Charlottesville e in cui era stata investita una donna e ferite una ventina di persone. “Dovevo fare qualcosa quel giorno” ha raccontato alla CBS. Riguardo a quell’episodio, Joel ha raccontato, sempre sul JPost, di aver “avuto diversi parenti massacrati durante la Shoah e mio nonno è riuscito a salvarsi ed è diventato un valoroso soldato contro i nazisti ma la mia famiglia ha sofferto molto a causa del nazismo. Per questo quella sera sentivo il diritto di compiere quel gesto”. Condannando il nazismo e i movimenti neonazisti americani, egli ha affermato “non ci sono nazisti buoni o esponenti del Ku Klux Klan positivi e qualsiasi loro manifestazione mi offende. Per questo motivo ho indossato la Stella Gialla durante quel concerto”.

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