Un pasticciaccio brutto per Daniele Sichem

Libri

di Daniela Cohen

Daniele è un economista di successo in una società finanziaria di Zurigo.  Si rende conto, però, di essere stato coinvolto in qualcosa  di più grande di lui…

Questo libro reca in copertina un bel quadro di Chagall e si fa leggere in fretta perché, partendo come un racconto un po’ troppo descrittivo di personaggi, paesaggi e umori, si trasforma quasi impercettibilmente in un thriller, con tanto di avvertimenti, pestaggi, tentati omicidi e omicidi veri. Fine precoce del giovane D.S. inizia con un gruppo di ragazzi provenienti da famiglie agiate che frequentano studi importanti e pensano a dove trascorrere il tempo libero e le vacanze, se possibile assieme, ma anche a quale università iscriversi o dove andare a lavorare. Sono giovani, belli o anche solo interessanti, amanti delle ragazze e soprattutto buoni amici.

Per questo motivo quando Daniele Sichem, il D.S. del titolo, si ritrova nei guai, avrà in loro aiuto e sostegno. Purtroppo accadono cose troppo gravi per permettere a Daniele di tornare a vivere in modo spensierato e l’autore, Giuseppe Curonici – a sua volta personaggio insolito avendo iniziato a scrivere tardi e il cui primo romanzo ha vinto il Premio Bagutta come opera prima – ci fa preoccupare non poco. Se leggerete di sera, prendete in considerazione che questo libretto potrebbe togliervi il sonno e condurvi per mano nella storia intricata e non sempre chiara in cui il giovane Sichem, brillantissimo economista di Zurigo, è costretto a barcamenarsi.

Non poteva mancare il fatto di avere parenti uccisi durante la Shoah e la convinzione che il suo essere ebreo lo porti a doversi sentire in pericolo ovunque e qualunque cosa faccia. “Daniele è in ansia a causa del negazionismo – dice Camenir, un amico del protagonista -. Secondo lui è una colossale menzogna doppia, su due piani. Il primo dice che i campi di sterminio non sono mai esistiti, le uccisioni pianificate in massa a milioni non sono avvenute, niente genocidio. Il secondo sembra meno violento ma è più insidioso: far credere che oggi il nazifascismo e l’intolleranza non esistano più non è poi così grave, il pericolo che possa tornare non è rilevante”. I coetanei non ebrei si sentono a disagio su questo argomento ma, anche se non lo sfuggono, spesso non lo capiscono. Alla fine del libro si trova una lettera che Daniele avrebbe scritto indirizzandola a un vecchio nazista, il professor Martin Heidegger, che viene descritto come uomo capace di pensare l’assassinio di massa. Forse troppa carne al fuoco, ma i personaggi concedono questa possibilità e il lettore deve cercare di essere all’altezza dei tanti argomenti per capire cosa c’è oltre la parola.

Giuseppe Curonici, Fine precoce del giovane D.S., Armando Dadò Editore, pp. 152, euro 16,50.

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