Ritorno in Europa, prima che scenda la notte

Libri

di Daniela Cohen

Narratore, poeta, critico letterario, Jacob Glatstein è una delle maggiori figure della letteratura Yiddish statunitense. Sa vedere il mondo e la gente con sguardo limpido e passione per la verità

Il viaggio di Yash di Jacob Glatstein è un libro da leggere con calma, pieno di piacevoli descrizioni di personaggi, luoghi ed eventi visti come se ci si trovasse in mezzo a un’occasionale compagnia in cui non tutti si conoscono fra di loro. Possiamo conservare uno sguardo distaccato o farci coinvolgere, non importa: conta il poter rimanere ad assistere a così tanti fatti raccontati con dovizia di particolari, sufficienti a rendere luminoso ogni quadro messo in luce di volta in volta.
Non certo breve con le sue 470 pagine, il volume è diviso in due parti: la prima racconta Quando Yash partì e ci fa conoscere il protagonista, molto simile all’autore, il quale decide di partire per tornare a Lublino, paese polacco natio e dove Jacob Glatstein era nato nel 1896. Qui rientra per rivedere la madre gravemente malata, sperando di arrivare in tempo per trovarla ancora in vita. Siamo negli anni ‘30 e, per quanto vivesse a New York dopo essere emigrato dalla Polonia nel 1914, il giovane protagonista prende una nave di bandiera britannica per la traversata atlantica, percorsa in quegli anni per lo più in direzione opposta, ovvero dall’Europa verso l’America.

Le moltitudini tentano di sfuggire alle atmosfere buie del fascismo in Italia, all’ascesa di Hitler in Germania oltre alla dittatura spagnola del generalissimo Franco, ma Yacob arriva a sbarcare dalla nave dove ha conosciuto persone di ogni genere. Yash di fatto è un nomignolo di Yacob, inevitabile il confronto autobiografico. Il protagonista sale quindi su un treno, passa da Parigi e infine si dirige sempre in treno fino a casa. Giunto a Lublino, si chiude la corposa prima parte del volume e la seconda ha inizio: Quando Yash arrivò. Non è il caso di scomodare autori come Proust per sottolineare la capacità di descrivere ogni immagine, sensazione, visione ed emozione né un Balzàc per avvicinare il nostro autore a chi ha saputo rendere piene di vita le pagine dei suoi romanzi.
In realtà, Glatstein era soprattutto un poeta, per quanto avesse studiato Legge alla New York University. Vinse il National Jewish Book Award for Yiddish Poetry nel 1947 e nel 1967. Scompare nel 1971. Un articolo del Jewish Review of Books definisce il suo volume come “capolavoro letterario dotato di capacità profetiche”.

 

Jacob Glatstein,  Il viaggio di Yash, a cura di Marisa Ines Romano, Giuntina, pp. 470,  € 20,00 (ebook € 12,99)

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