Riqualificare il Giardino dei Giusti? Un dovere civile e morale. Il 18 maggio ne parla Gabriele Nissim

Libri

di Carlotta Jarach

nissim DSC_1876Il Giardino dei Giusti di Milano va riqualificato e riprogettato, così da rendere la finalità per cui è stato costruito e la forza simbolica che rappresenta elementi chiari e immediatamente percepibili. Solo così si renderà davvero omaggio a chi ha sfidato nella storia un pensiero dominante, deviato e perverso, mettendo a rischio la propria vita pur di salvare quella di un altro. Nessuna area, nessun patrimonio verde cittadino verrà violentato o diminuito: la porzione di parco di cui parliamo è minima.

Questo, in estrema sintesi, è il senso delle parole pronunciate da Gabriele Nissim, Presidente di Gariwo, la foresta dei Giusti, che sul tema parlerà diffusamente lunedì 18 maggio al Teatro Franco Parenti, chiedendo un sostegno e una mobilitazione a favore di un progetto etico di grande importanza civile e politica. La serata in cui interverrà il giornalista e saggista sarà un dialogo dal titolo “La fragilità del bene”, e tratterà più specificatamente del nuovo libro dello stesso Nissim intitolato “La lettera a Hitler”.

Ma come si è detto non si parlerà solo di libri, lunedì prossimo: infatti in quella stessa occasione verrà presentato il progetto per la riqualificazione del Giardino dei Giusti, al Monte Stella.

Una ristrutturazione firmata dall’architetto Stefano Valabrega, in cui è prevista una suddivisione in aree, ciascuna con un preciso scopo: come già dicono sui canali ufficiali, accanto al Giardino del Dialogo e a quello della Meditazione, sorgeranno un Giardino delle Macerie e un Auditorium in grado di ospitare il pubblico delle grandi manifestazioni, in particolare i giovani e gli studenti per lʼannuale cerimonia di dedica dei nuovi alberi il 6 marzo, la Giornata Europea dei Giusti, manifestazione in memoria del magistrato israeliano e Presidente della commissione dei Giusti di Yad Vashem Moshe Bejski, ricorrenza voluta e ottenuta proprio da Gariwo e ufficialmente istituita dal Parlamento Europeo nel 2012.

8000 mq di parco, fruibili tutto l’anno, con piante ad alto fusto, camminamenti in pietra in un luogo, come il Monte Stella, che rappresenta un’area verde datata, che necessita di continua manutenzione: il Giardino dei Giusti è già attivo in quell’area dal 2003,  in seguito alla concessione rilasciata dal Comune di Milano all’Associazione Gariwo. Da allora tanto è stato fatto e tanto ancora c’è da fare, soprattutto perché, dice Valabrega «l’intenzione progettuale è quella di definire con forza il Giardino dei Giusti all’interno del Parco. Ora è quasi impossibile riconoscerlo, capire dove comincia e dove finisce».

Il progetto di ampliamento non è scevro da contestazioni: già infatti il mese scorso i residenti della zona avevano mostrato le loro perplessità, sostenendo che il disegno rappresenta una violenza: «ogni volta che si parla di riqualificazione sparisce un po’ di verde e spuntano muri».

Da qui l’appello, prima riassunto, mosso da Gariwo per sostenere il progetto: «stiamo proponendo un’opera di grande pregio, all’altezza del contenuto che vogliamo trasmettere e della storia del parco, con un forte valore simbolico ben delineato, rispettoso dell’ambiente circostante e del valore della memoria che rappresenta. L’area su cui insiste l’intervento è molto piccola e non certo invasiva nell’insieme del Monte Stella» spiega il Presidente Gabriele Nissim, su gariwo.net.

Non resta che aspettare lunedì 18 maggio, e partecipare numerosi all’incontro al Teatro Franco Parenti, che si preannuncia momento di dibattito e confronto.

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