La via emiliana all’ebraismo

Libri

di Anna Coen

Il nuovo libro di Daniel Fishman racconta un mondo ebraico piccolo nei numeri, ma ricco
di personaggi e storie. Da Alessandro Haber allo “stilista di Milva” Beniamino Stern, ai Levi…

«Ho voluto che fossero gli intervistati i veri protagonisti di questo saggio. Io mi sono limitato a fare l’osservatore curioso, appassionato di storia e di storie». Così Daniel Fishman presenta il suo ultimo volume, «Un progetto nato per caso, in una conversazione in treno con il Presidente della Comunità di Bologna, Daniele De Paz, col quale si rilevava come non vi fosse nessun libro che raccontasse gli ebrei della Regione dopo la Shoah. In due anni di lavoro ho così incontrato decine di persone e raccolto tantissime storie veramente uniche e sorprendenti. In una recente ricerca di SWG è emerso come la percezione e il giudizio sugli ebrei sia totalmente diverso a seconda se li si conosca o meno. Per questo ho pensato che per rappresentare una comunità così articolata, più di un saggio storico, era meglio che raccogliessi testimonianze in carne ed ossa, per produrre un racconto collettivo fatto di passioni, idee, militanze, nei più diversi ambiti. La storia del 1900 e quella attuale è piena di storie di ebrei emiliani e dei loro successi nel lavoro, nell’educazione, nell’impegno politico, sociale culturale e sportivo, da Arrigo Levi, a Alessandro Haber, da Ricardo Franco Levi alla ex miss Sidney, all’unico ebreo di San Marino…». È ciò che emerge in questo reportage nelle comunità ebraiche di Bologna, Ferrara, Modena e Parma e in diverse località minori. Un ebraismo piccolo nei numeri ma, come scrive il sociologo Enrico Finzi nelle conclusioni, così significativo e peculiare da poter teorizzare una “via emiliana all’ebraismo”. Il libro si completa con una guida turistica curata da Ines Marach e le bellissime foto di Michele Levis. Un’opera che ha avuto un forte riscontro, tanto da essere stata scelta dalla Regione Emilia Romagna come uno dei prodotti per presentarsi all’estero nel 2019.
Vorresti produrne uno anche sulla Lombardia? chiediamo all’autore. «Sì, mi piacerebbe e ho cominciato a ragionarci. Milano è la mia comunità. Una realtà ricca, sorprendente, che pensiamo già di conoscere. Non è così; credo che ci sia ancora molto da scoprire e raccontare».

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