Europarlamento

Il terribile scenario di un Europa senza ebrei

Libri

di Nathan Greppi

Siamo in Europa, nel 2050: molte comunità ebraiche si sono estinte, e le loro sinagoghe sono andate distrutte o sono diventate dei musei. I pochi ebrei rimasti sono quasi tutti assimilati, salvo gli ultra-ortodossi, mentre la maggior parte sono fuggiti in Israele o negli Stati Uniti. Questa è la terribile previsione che emerge dalle pagine di L’Europa senza ebrei, l’ultimo libro del giornalista del Foglio Giulio Meotti.

In questo nuovo libro Meotti, come ha già fatto nei suoi precedenti, cita numerosi sondaggi, ricerche e studi che mostrano il lento ma inesorabile declino demografico delle comunità ebraiche europee, partendo in particolare dalla Francia, paese che ospita il maggior numero di ebrei nel continente, per poi passare soprattutto ai paesi del Nord Europa. Inoltre, alle citazioni di studi autorevoli e fatti di cronaca degli ultimi anni vengono affiancate interviste inedite a importanti intellettuali che hanno studiato da vicino questo fenomeno.

Le principali cause di tale declino, secondo Meotti, sono diverse: dall’estremismo islamico a quello neonazista, dall’assimilazione tramite i matrimoni misti alle migrazioni verso l’America e Israele. In particolare, egli punta il dito contro quegli “antirazzisti” che tacciono sull’antisemitismo di matrice islamica per paura di sembrare islamofobi, e che per comodità ricordano solo gli ebrei morti nella Shoah senza curarsi di quelli vivi.

Nel libro, le analisi razionali convivono con la paura di dover vivere in un’Europa che ha voltato le spalle agli ebrei, nonostante il loro apporto alla cultura occidentale. Una catastrofe che l’autore, pur rimanendo pessimista, si augura possa essere scongiurata prima che sia troppo tardi.

 

Giulio Meotti, L’Europa senza ebrei. L’antisemitismo e il tradimento dell’Occidente, Lindau, pp. 180, euro 16,00.

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