Il coraggio di guardare il male negli occhi

Libri

di Nathan Greppi
“I taccuini di Norimberga” raccoglie le interviste dei colloqui condotti dallo psichiatra ebreo americano Leon Goldensohn (1911 – 1961) con i gerarchi nazisti imputati nel processo e altri che furono interpellati come testimoni. Questa è la recente ristampa con nuova traduzione in italiano dei taccuini di appunti, pubblicati per la prima volta in un unico volume nel 2004.

 

A circa ottant’anni dai processi di Norimberga, che hanno posto le basi per la nascita del diritto internazionale per come lo conosciamo, non mancano le opere che cercano di fare luce su quei fatti attraverso lo sguardo di chi ha cercato di comprendere il funzionamento delle menti naziste.

Dopo il recente film Norimberga, basato sulle memorie dello psichiatra Douglas Kelley, ci viene in aiuto anche il libro I taccuini di Norimberga, che raccoglie le interviste dei colloqui condotti dallo psichiatra ebreo americano Leon Goldensohn (1911 – 1961) con i gerarchi nazisti imputati nel processo e altri che furono interpellati come testimoni.

A differenza di Kelley, Goldensohn non ha mai scritto un libro sulla sua esperienza, ma ha lasciato diversi taccuini che dopo la sua scomparsa sono stati raccolti in un unico volume, pubblicato per la prima volta nel 2004 e recentemente ritradotto in italiano. Il curatore del volume, lo storico canadese Robert Gellately, fa notare che potrebbero essere presenti delle inesattezze involontarie, poiché Goldensohn non ha fatto in tempo a revisionare i suoi appunti prima di morire.

C’è anche da considerare il fatto che, mentre lo psichiatra cercava di indurre i soggetti a confessare le atrocità che avevano commesso, dall’altra parte loro cercavano di giustificarsi parlando delle colpe degli Alleati, arrivando più volte a mistificare la realtà. Per questo, nelle note sono segnalate alcune indicazioni per smontare almeno le falsità più evidenti.

Il libro è utile anche per capire le difficoltà che hanno dovuto affrontare in quel momento coloro che hanno lavorato al Processo di Norimberga, in una situazione in cui ancora non avevano a disposizione tutte le informazioni che abbiamo oggi. La maggior parte degli imputati non erano affatto malati di mente, ma ad una prima impressione sembravano persone normali.

Non tutti i colloqui riportati nei taccuini di Goldensohn hanno la stessa consistenza: quelli con Hermann Göring, Ministro dell’Aviazione del Terzo Reich e braccio destro di Hitler, riempiono all’incirca 45 pagine, mentre quelli con l’ex-vice Führer Rudolf Hess appena due. Nel leggere il volume, occorre sempre tenere presente che le testimonianze sono potenzialmente ingannevoli e da prendere con le pinze: Goring negò a più riprese di condividere la politica razziale di Hitler, mentre Erich von dem Bach-Zelewski, alto ufficiale delle SS, disse di non essersi opposto quando le sue sorelle sposarono degli ebrei.

Nonostante questi aspetti problematici, il volume è una testimonianza storica importante. Comprendere la natura del male è il primo passo per affrontarlo.

 

Leon Goldensohn, I taccuini di Norimberga. Uno psichiatra a colloquio con i criminali nazisti, a cura di Robert Gellately, traduzione di Piero Budinich, Neri Pozza, pp. 656, 28,00 €.