Berlino (e l’identità) ritrovata

Libri

di Ilaria Myr

Verna B. Carleton, americana di padre tedesco, ha dedicato quest’opera al tema degli esuli dalla Germania nazista, argomento cui era molto sensibile per ragioni autobiografiche

Dopo 50 anni dalla prima edizione, uscita nel 1959 negli Stati Uniti, arriva in Italia questo bel romanzo, dimenticato per oltre mezzo secolo e riscoperto dal gruppo editoriale berlinese Aufbau, che lo ha ripubblicato nel 2016, avviandone la diffusione in tutta Europa. È la storia del berlinese Erich Dalburg, fuggito dalla Germania nazista nel 1934 a Londra, che ha sempre tenute nascoste le sue vere origini tedesche – perfino alla moglie – nello sforzo di rinnegare il proprio passato, prendendo il nome di Eric Devon. Ma durante un viaggio in piroscafo in Brasile la verità emerge, insieme ai sensi di colpa per avere abbandonato la sua famiglia di origine in Germania. Comincia per lui un intimo e forte percorso di appropriazione della propria identità, che culmina in un viaggio a Berlino, ancora sommersa dalle macerie ma in piena fase di ricostruzione, dove ritrova alcuni membri della propria famiglia. Scopre così quello che davvero era successo loro, cose che lui, fino a quel momento, non aveva voluto sapere.
Davanti ai suoi occhi si dipana una realtà che aveva rifiutato di conoscere, insieme alla consapevolezza di avere commesso grandi errori, primo fra tutti l’avere abbandonato la propria famiglia per rifugiarsi a Londra e averla così, in qualche modo, rinnegata. Ritorno a Berlino, scritto da un’autrice anglo-tedesca esattamente negli anni in cui è ambientata la storia, ci immerge nell’atmosfera di una Germania che tenta di risollevarsi dalla devastazione della guerra e di un popolo che deve fare i conti con il proprio recente passato, in modo doloroso e lacerante ma, in questo caso, anche profondamente costruttivo.

Verna B. Carleton, Ritorno a Berlino, traduzione di Irene Abigail Piccinini, Guanda, pp. 348, euro 19,00

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