AI rigenerativa: un percorso di ricerca sulla responsabilità dell’uomo e sul futuro

Libri

di Anna Coen

«L’idea di AI rigenerativa nasce dal bisogno di riportare direzione in un tempo in cui il dibattito sull’intelligenza artificiale rischia di fermarsi alla potenza degli strumenti, dimenticando il senso del loro utilizzo». Così Gionata Tedeschi, autore di AI rigenerativa, racconta la sua opera. «L’AI non è infatti né un destino che ci trascina, né un miracolo del terzo millennio. È piuttosto uno specchio: amplifica le nostre domande, riflette le nostre incertezze, restituisce i nostri desideri». Per questo parlare di AI rigenerativa, un termine che ha voluto introdurre in maniera inedita, significa spostare lo sguardo dalle macchine sempre più sofisticateL’a una questione più profonda: che tipo di persone vogliamo diventare nell’adozione di una tecnologia capace di trasformare in profondità il nostro modo di vivere, lavorare e decidere.

«Questo sguardo – spiega Tedeschi – affonda le radici anche in una personale e profonda identità ebraica, che non separa mai il sapere dalla responsabilità e che guarda al futuro non come a un’attesa passiva, ma come a una possibilità da costruire. Nell’ebraismo il tempo non è infatti solo successione, ma occasione di maturazione; il limite non è un ostacolo, ma un confine fecondo di ricerca; l’uomo non è spettatore della storia, ma co-responsabile del suo compimento». È dentro questo orizzonte che l’autore ha voluto interrogarsi sull’AI, andando oltre il solo tema dell’etica – i comportamenti che scegliamo – per spingersi anche sul terreno dell’“estetica”, intesa come le forme del possibile che decidiamo di imprimere alla più grande rivoluzione tecnologica dell’età moderna.

«L’AI accelera, connette, moltiplica; ma oggi non serve fare di più, serve fare meglio. – continua Tedeschi – Rigenerare significa valorizzare ciò che già esiste (risorse, competenze, conoscenza) e allo stesso tempo ampliare l’accesso, creare nuove connessioni, restituire tempo, senso e fiducia». Da questo percorso nasce il libro AI Rigenerativa, che non è un manuale tecnico né un saggio predittivo. È un cammino dialogico, costruito attraverso dodici conversazioni – dall’acronimo dell’autore, le chat GT – con scienziati, imprenditori, filosofi, educatori e creativi. Non interviste formali, ma scambi vivi, da cui nascono scintille trasformate in riflessioni e sintesi pensate come una bussola per l’orientamento. Ad accompagnare questo cammino affiorano anche tracce di senso lasciate da grandi intellettuali ebrei che hanno segnato la storia delle idee: Hannah Arendt, nel richiamo all’assunzione di responsabilità; Karl Popper, con l’idea di un futuro aperto; Yuval Noah Harari, con la domanda su chi scegliamo di diventare. Punti di riferimento che aiutano a tenere aperta la domanda sul futuro. «In fondo – conclude Tedeschi – l’AI rigenerativa non parla di macchine più potenti, ma di persone più consapevoli. Perché, come ricorda Viktor Frankl, tra lo stimolo e la risposta c’è uno spazio: è lì che abita la nostra libertà. Ed è lì che, oggi, si gioca la vera partita dell’intelligenza artificiale».

 

Gionata Tedeschi, AI rigenerativa. Un’alleata per l’uomo, la cultura e le imprese del futuro, Il Sole 24 Ore, pp. 208, 16,90 euro