Da sinistra Sarah kaminski, Rony Someck, Giovanna Rosadini Salom e Sara Ferrari

La poesia nella modernità: un incontro con il poeta israeliano Ronny Someck e Giovanna Rosadini Salom

Eventi

(Da sinistra Sarah Kaminski, Ronny Someck, Giovanna Rosadini Salom e Sara Ferrari)

di Roberto Zadik
Un incontro sulla poesia, sull’attualità della poesia nel mondo moderno e un confronto fra il mondo poetico italiano e la scena israeliana si è tenuto giovedì giovedì 16 maggio presso l’aula 410 dell’Università Statale di Milano. Protagonisti dell’incontro, organizzato dall’Associazione Italia-Israele di Milano, il poeta israeliano Ronny Someck e la poetessa Giovanna Rosadini Salom, insieme alla docente Sara Ferrari e la traduttrice dei volumi di poesie di Someck Sarah Kaminski.

Durante l’incontro gli autori hanno letto alcune delle loro poesie con un particolare approfondimento sul loro significato e varie testimonianze autobiografiche decisamente coinvolgenti. Nella sua introduzione la Rosadini ha specificato che, nonostante la poesia sia attualmente la Cenerentola della letteratura, è un genere decisamente seguito da un pubblico elitario ma comunque molto partecipe a festival e manifestazioni che annualmente si tengono in tutta Italia.

Dal canto suo Someck ha evidenziato che in Israele la poesia è molto seguita, ricordando brillantemente fra ironia e profondità, gli inizi della sua carriera, prima come sportivo, presso la squadra di basket Maccabi Tel Aviv, periodo durante il quale scoprì le proprie vocazioni poetiche inviando una sua poesia a un giornale che riscosse subito un grande successo.

La Rosadini trattando le sue poesie ha riassunto la sua carriera letteraria nata prima come giornalista ed editorialista e che si è sviluppata, dedicandosi ai versi per esplorare il proprio mondo emotivo interiore dopo il trauma.

Nel suo volume Fioriture capovolte pubblicato da Einaudi, la poetessa si concentra sul mondo dei legami e delle emozioni e sulla ricerca delle proprie radici, esplorando in alcune poesie i rapporti personali con i figli e la sua famiglia, mentre in altre opere affronta le parashot della Torà inquadrate da un punto di vista laico e strettamente personale.

Decisamente più sperimentale e anticonformista la poesia di Someck, che mischia suggestioni del mondo arabo e del suo Iraq, in cui nacque per poi migrare giovanissimo in Israele, a metafore del mondo contemporaneo dove parla di elettrodomestici, macchine e televisori, fino ad arrivare a delicate e struggenti poesie d’amore.

Ringraziando il pubblico, i due poeti dopo la lettura delle poesie si sono dedicati ad alcune riflessioni sulla forza della poesia e sulla suggestione dei versi e sull’importanza della poesia nello scenario attuale, riscuotendo grande successo e interesse fra il pubblico che in silenzio partecipe li ascoltava. Inoltre, non sono mancate alcune riflessioni sulle differenze fra l’italiano e l’ebraico: mentre la Rosadini ha enfatizzato il fatto che italiano lingua molto variegata e ricca di sfumature, Someck ha detto che l’ebraico, la lingua della Torà, può essere usata come lingua antica e al tempo stessa moderna, seguendo in un fil rouge ininterrotto fra passato e presente.

 

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