La piaga delle fake news e le ricette “anti bufala”: Claudio Michelizza incontra i ragazzi della Scuola

Scuola

di Roberto Zadik

Ormai da circa un decennio, notizie false, le cosiddette “bufale” (che peraltro sono sempre esistite, sotto altre forme e diffuse con altri mezzi) assediano il web provocando una serie di errori, disinformazione, odio, quando non conseguenze anche estremamente gravi, per milioni di utenti di siti e social network.

Strane leggende metropolitane, deliberate menzogne atte a provocare odio e razzismo, ma anche “bufale light” come quelle su vip e star dello spettacolo date per morte che poi “risorgono” nel giro di poche ore e immagini strampalate dal contenuto spesso molto discutibile, ormai popolano la rete quasi quotidianamente. Ma come identificarle e cercare di contrastarne, se non la diffusione, almeno la sottile manipolazione? Su questo e su molti altri temi, lunedì 28 ottobre, presso l’Aula Magna della Scuola in un incontro organizzato dalla Fondazione Scuola e presentato da Dalia Gubbay, si è espresso Claudio Michelizza, amministratore del sito bufale.net. Davanti a una platea di ragazzi e insegnanti decisamente partecipe, ha riassunto una serie di concetti importanti.

Dalla segnalazione di menzogne come le leggende di una vita sulla conquista della Luna o la celebre “Guerra dei mondi” concepita dal grande regista visionario americano Orson Welles (quello di Quarto potere), a finti video “informativi” sui danni del cellulare o altre informazioni infondate che però possono “creare danni estremamente gravi”, come ha sottolineato Michelizza, se vengono condivise fra molti utenti.

I danni delle “bufale” possono riguardare e comportare conseguenze economiche (per l’effetto sui mercati finanziari della pubblicazione di dati falsi o male interpretati), politiche (si pensi alle Elezioni Americane, condizionate da un pesante uso di fake news sugli avversari politici) ma anche danni alla reputazione, in caso di politici o di singoli individui, diffamazione o anche “semplice” disinformazione e manipolazione dell’informazione. Nel suo approfondimento, che ha stimolato una serie di domande dai parte dei ragazzi che si sono rivelati estremamente partecipi sull’argomento, Claudio Michelizza ha evidenziato che «tutti possiamo essere vittima delle bufale, non solo i ragazzi ma anche gli adulti».

La causa di questa superficialità nell’approccio e nella verifica delle notizie è spesso la «disattenzione, la mancanza di tempo» e una certa tendenza, sempre più diffusa a «diffidare dei giornali mainstream affidandosi ai social e a siti indipendenti, spesso di dubbia attendibilità». Definito come “Lo sbufalatore”, da diversi anni ormai Michelizza si occupa di “smascherare” bufale e false informazioni disseminate nei media e nei vari siti internet, e ha invitato i giovani in sala a «stimolare lo spirito critico, verificando sempre la provenienza e le fonti delle notizie» contro quella forma di “analfabetismo funzionale” che spinge molti utenti del web a «diffondere informazioni senza leggere di cosa si tratti, a scambiarsi commenti sui social senza nemmeno aver  compreso il senso di un articolo, ma basandosi su giudizi affrettati e superficiali. Quando ho iniziato con questo sito Bufale.net – ha sottolineato – non avevo idea del successo che avrebbe raggiunto», ha proseguito con soddisfazione.

Ma come verificare articoli, video o siti e quali le possibili difese dal dilagare delle “bufale”? In questi anni, ha spiegato Michelizza, «numerose pagine sono state chiuse grazie alle nostre segnalazioni;  è molto facile che una bufala diventi ‘virale’, anche semplicemente mettendo un like o condividendola su altri profili». Per questo la prudenza è quanto mai necessaria, stando ad esempio attenti al nome di siti o quotidiani online; spesso le testate di media famosi vengono leggermente modificate per accreditare di una certa autorevolezza pagine di fake news (è il caso del Fatto Quotidaino); si può smascherare un sito “bugiardo” per esempio verificando la cronologia delle foto e la loro datazione, confrontando le notizie lette, magari frettolosamente, online con quelle diffuse da altri siti sicuramente attendibili e fare attenzione a come esse vengono riproposte. Insomma un argomento quanto mai attuale e coinvolgente, considerando anche quanto spesso le fake news riguardano Israele e i pregiudizi contro gli ebrei o le minoranze.

Questo incontro con “Lo sbufalatore” a Scuola è stato dunque un approfondimento molto interessante che ha visto i ragazzi delle diverse sezioni molto partecipi. Anche il Dirigente Scolastico Agostino Miele  si è complimentato con Claudio Michelizza per il suo lavoro e con la Fondazione Scuola per aver organizzato l’evento.

Menu