Il caso della Voce di Mantova: incontro stampa

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”Chi attacca noi tirando fuori il vecchio stereotipo dell’ebreo, vuole colpire quei valori che noi rappre- sentiamo, e cioè la laicità e il diritto alla diversità. Quindi, non è a noi che si deve chiedere scusa, ma all’intera città”. Lo ha detto il presidente dell’UCEI, Claudio Morpurgo, a Mantova, dopo le vicende che hanno coinvolto uno dei due giornali locali, la Voce di Mantova .
Morpurgo ha incontrato i giornalisti nella sede della Comunità ebraica di Mantova, insieme al presidente Fabio Norsa.
Il 27 gennaio scorso, in occasione della Giornata della Memoria, l’Istituto di Storia Contemporanea di Mantova e l’associazione ‘Mantova ebraica’, avevano diffuso un pamphlet con alcuni articoli (sulla questione della difesa del simbolo della Croce Rossa) pubblicati dalla Voce nel giugno 2005 e ritenuti antisemiti, e li aveva messi a paragone di altri, scritti nel 1938, in epoca di leggi razziali, e pubblicati dalla Voce di Mantova quando era organo del partito fascista.
Il direttore del giornale, Davide Mattellini, aveva reagito pubblicando un collage, con una sua foto da I7enne, travestito da nazista per Carnevale, accanto a un’altra con il presidente della Provincia di Mantova e il presidente del Tribunale, con la kippah durante una cerimonia in Sinagoga, sotto il titolo: ”Così la cultura di sinistra ci sta diffamando”. Ne era nata una dura polemica che alla fine aveva costretto Mattellini a rassegnare le dimissioni.

”Quegli articoli” – ha detto Morpurgo – “sono l’esempio di un vero e proprio antisemitismo. Ma chi ha attaccato noi, ha voluto colpire quei valori che noi rappresentiamo come la laicità e il diritto alla diversità. E l’antisemitismo non chiama in causa solo noi ebrei, ma tutti i cittadini, che devono gridare un forte no. Noi siamo il presidio della possibilità di vivere in una società multiculturale e plurale. Rimanendo fedeli alla nostra cultura contribuiamo responsabilmente alla crescita di tutta la società”.

Il giornale, quindi ”deve chiedere scusa alla città perché chi scrive quelle cose attacca i principi di convivenza civile”.

A Morpurgo è stato chiesto se le dimissioni del direttore siano sufficienti per chiudere la vicenda: ”Non è un conflitto tra noi e una testata giornalistica” – ha risposto il
presidente dell’UCEI – “la nostra è una reazione a una difesa integralista, razzista, di una presunta identità locale che viene minacciata dai quei vampiri degli ebrei, come lasciavano intendere gli articoli”.

Alla conferenza stampa è intervenuto anche il presidente della cooperativa che edita la Voce, Maurizio Pellegrini: ”Siamo dispiaciuti”, ha detto “ma quelle posizioni erano personali dell’ex direttore. Le scuse? Sinceramente, non sappiamo neanche noi cosa fare, vista la gravità della
situazione. Abbiamo sbagliato ed è giusto che paghiamo ma dateci la possibilità di riparare”.

”Chiedete scusa alla città” ha insistito Morpurgo “e dimostrate nel vostro lavoro quotidiano che certi passi falsi del passato sono stati superati, promuovendo una riflessione sui valori irrinunciabili. Quanto a noi, ci faremo promotori di un momento di studio, a Mantova, per spiegare ai giovani cosa è
l’antisemitismo, coinvolgendo il Comitato di accademici che vigilano sull’antisemitismo”.

A sua volta, Norsa ha sottolineato che la querela della Comunità ebraica di Mantova alla Voce era stata motivata dai primi articoli del quotidiano, e non dalla polemica successiva al pamphlet, ”iniziativa questa” ha sottolineato Norsa “di ‘Mantova ebraica’, che è cosa diversa dalla Comunità e dall’Istituto di Storia Contemporanea. Comunque” ha concluso “questi, a Mantova, sono episodi isolati, che non hanno alcun collegamento con gruppi razzisti”.

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